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Set 4 gruppi di soggetti Mini 6 per Presepi in Scala 1:32

54.54

 

Non gli edifici principali del villaggio (forno, taverna, banchi del mercato), ma le architetture minori che strutturano lo spazio attorno: il deserto attraversato dalla carovana dei cammellieri, il ponte di pietra che scavalca il torrente, il pozzo a stanga dove la donna attinge acqua, la strada basolata dove passa il carretto di legna. Quattro scene che costruiscono insieme la geografia urbanistica del villaggio partenopeo, integrando le architetture maggiori.

  • Quattro gruppi con architetture minori. Cammellieri nel deserto, Carretto di legna, Ponte di pietra, Pozzo a stanga
  • Ognuno una micro-scena composita. Multiple figure umane, animali, oggetti modellati nel singolo pezzo
  • Iconografia mariana nel gruppo del pozzo. Donna alla fontana (Annunciazione apocrifa) + uomo con asino e bimbo (Fuga in Egitto)
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Firma Martino Landi
Specifiche prodotto
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Le architetture minori che fanno il villaggio

Un villaggio non è fatto solo dai suoi edifici principali. Tra una bottega e l’altra, tra una casa e la successiva, ci sono i passaggi: il ponte che scavalca il torrente, il pozzo della piazza dove tutti vanno ad attingere acqua, la strada lastricata che porta dal mercato alla periferia, il sentiero del deserto su cui transitano le carovane in arrivo dall’oriente. Sono questi i nodi infrastrutturali che fanno funzionare il villaggio come organismo unico — e che il presepe partenopeo conserva con la stessa cura riservata ai grandi edifici.

Quattro gruppi compositi con architetture minori in PVC infrangibile, firma Martino Landi: Cammellieri nel deserto, Carretto di legna sulla strada lastricata, Ponte di pietra sopra il torrente, Pozzo a stanga della piazza. Tutti modellati come pezzi unici con basi scenografiche integrate nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

I Cammellieri nel deserto

Il corteo orientale in avvicinamento al villaggio

Il primo gruppo raffigura due figure in vesti arabe bianche con due cammelli da soma — uno con drappo verde, l’altro con drappo rosso scuro, entrambi con bisacce per il viaggio. La base è in terra desertica color sabbia, distinta dalle pietre basolate degli altri tre gruppi: è una scena ambientata fuori dal villaggio, nel deserto, in avvicinamento. I cammellieri sono i conduttori specializzati dei cammelli, parte del seguito che accompagnava i Re Magi nella carovana orientale. Nei presepi partenopei più ricchi, il corteo dei Magi non era composto solo dai tre Re ma anche da un vasto seguito di servitori e specialisti — i Cammellieri sono il segnale che la carovana è in arrivo, anche se i Re stessi sono ancora più lontani.

Il Carretto di legna sulla strada lastricata

La filiera del combustibile entra in città

Il secondo gruppo raffigura un giovane uomo — giacca rossa, calzoni azzurri, cappello chiaro — che tiene per le briglie un cavallo bruno scuro attaccato a un carretto carico di legna con la grande ruota rossa. Accanto a lui un piccolo cagnolino marrone. La base è in pietra basolata chiara: la scena è ambientata dentro il villaggio, su una via di passaggio. Iconograficamente, il carretto di legna racconta la filiera del combustibile — il legname tagliato dai boscaioli nei boschi viene caricato sui carretti, attraversa il villaggio, arriva al forno (per cuocere il pane), alla taverna (per scaldare l’inverno), alle case private. È una scena che chiude la catena iniziata con i Boscaioli e che si conclude nelle architetture del villaggio.

Il Ponte di pietra sopra il torrente

Un’architettura completa, raramente vista nel presepe

Il terzo gruppo è una delle composizioni iconograficamente più affascinanti del set: un ponte ad arco in pietra bianca su cui passano due asini in fila indiana — il primo con un giovane cavalcatore (giacca rossa, postura del viandante), il secondo con bisacce di carico ma senza cavalcatore. Sotto il ponte, su rocce ai lati del torrente immaginario, una donna seduta in abito celeste osserva il passaggio. Il ponte è un’architettura completa, riprodotta con cura — base in pietra bianca, arcata centrale, rocce ai piedi della struttura.

Il ponte è raramente presente nelle scenografie del presepe, e proprio per questo questa composizione è preziosa. Iconograficamente, il ponte è il simbolo del passaggio — tra una sponda e l’altra, tra il villaggio e la campagna, tra due mondi che si incontrano sopra il corso d’acqua. La presenza dei due asini in fila indiana richiama discretamente i viaggi delle Sacre Scritture (la Fuga in Egitto, l’arrivo a Betlemme) e la donna seduta sotto il ponte rappresenta la sosta — chi resta, mentre altri passano.

Il Pozzo a stanga: doppia iconografia mariana

La scena teologicamente più densa del set

Il quarto gruppo è il più ricco compositivamente e iconograficamente. Al centro un pozzo in pietra con il bilanciere di legno — la lunga stanga orizzontale sospesa sopra l’apertura del pozzo, con il secchio appeso a un’estremità che permetteva di tirare su l’acqua con maggiore facilità. È il tradizionale pozzo a stanga del Sud Italia, una tecnologia idraulica antichissima che attraversa la storia dal mondo egizio (lo shaduf) ai villaggi mediterranei del Settecento.

Attorno al pozzo, due scene mariane discretamente sovrapposte. Da un lato, una donna alla fontana con un bambino piccolo: la donna sta attingendo dal pozzo, il bambino in tunica rossa le sta accanto. È l’iconografia dell’Annunciazione apocrifa secondo il Protovangelo di Giacomo — testo cristiano del II secolo che racconta che l’arcangelo Gabriele apparve per la prima volta a Maria mentre era andata ad attingere acqua alla fontana di Nazareth. Diverse iconografie mariane antiche (mosaici bizantini, miniature medievali) rappresentano l’Annunciazione proprio “alla fontana”, e il presepe partenopeo conserva questa tradizione.

Dall’altro lato del pozzo, un uomo con cappello porta per le briglie un asino con un bambino in groppa. È il riferimento iconografico alla Fuga in Egitto (Vangelo di Matteo 2,13-15), in cui Giuseppe conduce Maria con il Bambino in salvo dalla Strage degli Innocenti ordinata da Erode. Non è la Sacra Famiglia letterale — è una citazione visiva del viaggio. Le due iconografie mariane convivono nello stesso gruppo: l’Annunciazione (l’inizio) e la Fuga (il primo viaggio) — l’arco completo del primo anno di vita di Cristo condensato in una scena con un pozzo, un bambino, un asino.

Le architetture minori: complemento alle architetture maggiori

Un set complementare al Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani

Il filo conduttore di questo set sono le architetture minori del villaggio — quelle infrastrutture che strutturano lo spazio senza essere edifici abitativi. Il Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani propone le quattro architetture maggiori del villaggio (Macellaio, Forno, Taverna, Banco del Fruttivendolo). Questo set propone invece le quattro architetture di passaggio: il deserto, la strada, il ponte, il pozzo. I due set sono complementari, e insieme costruiscono la topografia completa del villaggio settecentesco partenopeo — non solo i suoi edifici principali, ma anche tutti gli snodi di transito e infrastruttura che li collegano.

Dove posizionare i quattro gruppi nel presepe

Distribuirli per creare passaggi e profondità

I quattro gruppi sono pensati per essere distribuiti nel presepe, non concentrati. I Cammellieri vanno in periferia, sul sentiero del deserto in avvicinamento alla capanna della Natività — segnalano l’arrivo del corteo orientale. Il Carretto di legna va su una via di transito del villaggio, magari in direzione del forno o della taverna, dove la legna serve. Il Ponte di pietra funziona molto bene come elemento di passaggio tra due zone diverse del presepe — tra villaggio e campagna, tra zona centrale e periferia, sopra un finto torrente di carta o sabbia. Il Pozzo è elemento di piazza: va al centro, in un punto da cui le figure possono “convergere” come succedeva realmente nei villaggi rurali, dove il pozzo era il luogo di incontro quotidiano della comunità.

Domande frequenti

Qual è la differenza con l’altro Set di 4 gruppi della collezione?

La collezione Mini 6 SN ha due Set di 4 gruppi distinti ma complementari. Il Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani contiene le architetture maggiori del villaggio (Macellaio, Forno, Taverna, Banco del Fruttivendolo) — gli edifici principali della vita commerciale e produttiva. Questo set contiene invece le architetture minori di passaggio (Cammellieri nel deserto, Carretto sulla strada, Ponte di pietra, Pozzo a stanga) — i nodi infrastrutturali che strutturano lo spazio attorno agli edifici. Insieme costruiscono la topografia completa del villaggio settecentesco partenopeo.

Cosa rappresenta il pozzo nel presepe?

Il pozzo è la scena teologicamente più densa del set. Contiene due iconografie mariane sovrapposte: la donna alla fontana richiama l’Annunciazione apocrifa secondo il Protovangelo di Giacomo (l’arcangelo Gabriele apparve per la prima volta a Maria mentre attingeva acqua alla fontana di Nazareth); l’uomo con asino e bimbo in groppa richiama la Fuga in Egitto. Le due scene mariane convivono nello stesso gruppo: l’Annunciazione (l’inizio) e la Fuga (il primo viaggio) — l’arco del primo anno di vita di Cristo condensato attorno al pozzo del villaggio.

Cos’è il pozzo a stanga?

È una tecnologia idraulica antichissima: una lunga stanga di legno è sospesa orizzontalmente sopra l’apertura del pozzo, con un secchio appeso a un’estremità e un contrappeso all’altra. Tirando giù il secchio si attinge acqua, e il contrappeso aiuta a sollevarla con meno sforzo. È una tecnologia che attraversa la storia dal mondo egizio (lo shaduf, IV millennio a.C.) ai villaggi mediterranei del Settecento partenopeo, ed è ancora oggi visibile in alcune campagne del Sud Italia.

Le architetture (ponte, pozzo) sono separabili dalle figure?

No — ogni gruppo è un pezzo unico, con le architetture (ponte, pozzo, base lastricata), le figure umane, gli animali e gli oggetti fusi insieme. Questo garantisce coerenza compositiva nel tempo: gli asini sul ponte mantengono la posizione corretta, la donna alla fontana resta accanto al pozzo, la composizione visiva conserva esattamente il significato narrativo voluto dallo scultore.

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