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Set Bue Asino e Gloria Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

6.55

Tre presenze fondamentali della Natività in un solo set. Il bue che si china davanti al Bambino, l’asino che divide con lui la mangiatoia, l’angelo Gloria che dall’alto proclama la nascita del Salvatore. Insieme costruiscono il nucleo iconografico più antico del presepe cristiano: la terra che adora dal basso, il cielo che annuncia dall’alto.

  • Tre figure singole. Bue, asino e angelo Gloria — il nucleo essenziale della scena della Natività
  • Pezzi indipendenti. Ogni figura si posiziona liberamente nella grotta o sopra di essa
  • Dipinti in serigrafia. Manti, pelo e dettagli dell’angelo riprodotti con cura
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile. Firma Martino Landi
Specifiche prodotto
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il nucleo iconografico essenziale del presepe

Il presepe ha tre figure intorno alla mangiatoia che non possono mai mancare. Maria, Giuseppe e il Bambino sono il cuore della Sacra Famiglia. Ma immediatamente accanto a loro stanno altre tre figure altrettanto fondamentali. Il bue, l’asino e l’angelo Gloria. Inoltre, queste tre presenze sono attestate nelle più antiche raffigurazioni cristiane della Natività, dal IV secolo in poi.

Tre figure singole in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Bue, asino e angelo Gloria sono modellati ognuno come pezzo indipendente, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

Il bue: il primo a riconoscere il Bambino

Isaia 1,3 e la tradizione apocrifa

Il bue è zoologicamente una delle figure più dense della scena della Natività. Non viene esplicitamente menzionato nei Vangeli canonici. La sua presenza alla mangiatoia deriva invece da due fonti complementari. La prima è il profeta Isaia (1,3): “Il bue conosce il suo proprietario, l’asino la greppia del suo padrone”. Inoltre, i Vangeli apocrifi, in particolare lo Pseudo-Matteo dell’VIII secolo, collocano esplicitamente bue e asino accanto alla mangiatoia di Gesù.

Nella tradizione iconografica, il bue è il primo essere vivente a riconoscere il Bambino divino. Si china davanti a lui, lo riscalda con il fiato, lo veglia nella notte. Dunque la sua presenza nel presepe è ben più di un dettaglio rurale. È una dichiarazione teologica: la natura stessa, attraverso il più paziente dei suoi animali, riconosce il Salvatore prima ancora che gli uomini si rendano conto della Nascita.

L’asino: l’umiltà che attraversa la vita di Cristo

Dalla mangiatoia all’ingresso a Gerusalemme

L’asino è iconograficamente l’animale più stratificato del presepe. La sua simbologia attraversa tutta la vita di Cristo. Alla Natività, sta accanto al bue presso la mangiatoia, sempre secondo Isaia 1,3 e gli apocrifi. Nella Fuga in Egitto, è la cavalcatura di Maria con il Bambino in braccio (Matteo 2,13-15). Nell’ingresso a Gerusalemme della Domenica delle Palme, Cristo stesso lo cavalca per entrare in città (Matteo 21,1-11).

Inoltre, nella tradizione presepiale, l’asino accanto alla mangiatoia rappresenta l’umiltà. Era nel mondo antico l’animale del povero, del viandante, del lavoratore della terra. La sua presenza accanto al Bambino divino dichiara la dimensione kenotica della Natività: Dio che si fa uomo sceglie come compagni gli animali più umili, non i cavalli dei nobili o i cammelli dei re. È una scelta teologica che attraversa tutta la teologia dell’Incarnazione.

L’angelo Gloria: il cielo che proclama

“Gloria in excelsis Deo”

L’angelo che nei presepi accompagna la Natività si chiama tradizionalmente “Gloria”. Il nome deriva direttamente dal canto angelico riportato nel Vangelo di Luca (2,14): “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, che egli ama”. In latino: Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis. Inoltre, questo canto è diventato uno degli inni più importanti della liturgia cristiana, recitato in ogni Messa solenne.

L’angelo Gloria nelle raffigurazioni iconografiche è tipicamente posizionato sopra la grotta, sospeso nell’aria, spesso con un cartiglio in mano su cui è scritto il canto della Gloria. La sua funzione è duplice. Da un lato proclama la nascita di Cristo all’universo (proclamazione cosmica). Dall’altro annuncia la nascita ai pastori dei dintorni (annuncio terrestre). Dunque rappresenta il punto in cui cielo e terra si incontrano attorno alla mangiatoia.

Tre figure, due dimensioni cosmiche

La terra che adora dal basso, il cielo che proclama dall’alto

Le tre figure del set non sono casuali. Insieme costruiscono una composizione cosmica della Natività. Il bue e l’asino sono la terra che adora dal basso: gli animali della creazione che riconoscono il Salvatore. L’angelo Gloria è il cielo che proclama dall’alto: la dimensione celeste che annuncia l’evento all’universo. Dunque in tre figure si condensano i due grandi assi della rivelazione cristiana, l’incarnazione terrestre e la trascendenza celeste, attorno al Bambino come punto di congiunzione tra le due dimensioni.

Il complemento del Set Natività 3 Soggetti

Il completamento dell’iconografia tradizionale

Questo set è il complemento naturale del Set Natività 3 Soggetti della collezione Mini 6 SN, che contiene Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù. Insieme i due set ricostruiscono l’iconografia tradizionale completa della Natività cristiana così come è stata trasmessa dal IV secolo in poi nei mosaici, nelle miniature e nei dipinti. Inoltre, chi acquista entrambi i set ottiene direttamente il Set Natività 6 Soggetti della collezione, che li contiene tutti insieme nello stesso pacchetto.

Dove posizionare le tre figure nel presepe

Bue e asino accanto alla mangiatoia, Gloria sopra la grotta

Le tre figure hanno collocazioni iconograficamente precise. Il bue va posizionato direttamente accanto alla mangiatoia, leggermente arretrato dietro Maria o Giuseppe, in posizione di adorazione. L’asino trova posto sull’altro lato della mangiatoia, in coppia simmetrica con il bue. Inoltre, l’angelo Gloria va collocato in alto, sopra la grotta o sospeso (con un supporto invisibile) nell’aria, idealmente con il volto rivolto verso il Bambino o verso la scena dei pastori, a richiamare la doppia funzione del suo canto (proclamazione cosmica + annuncio ai pastori).

Domande frequenti

Perché bue e asino accanto alla mangiatoia se non sono nei Vangeli canonici?

La loro presenza alla Natività deriva da due fonti complementari. La prima è il profeta Isaia (1,3): “Il bue conosce il suo proprietario, l’asino la greppia del suo padrone”. La seconda sono i Vangeli apocrifi, in particolare lo Pseudo-Matteo dell’VIII secolo, che collocano esplicitamente bue e asino accanto alla mangiatoia di Gesù. La tradizione iconografica cristiana ha accolto entrambe queste fonti, e dal IV secolo in poi bue e asino sono sempre presenti nelle raffigurazioni della Natività.

Perché l’angelo si chiama “Gloria”?

Il nome deriva direttamente dal canto angelico riportato nel Vangelo di Luca (2,14): “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, che egli ama”. In latino: Gloria in excelsis Deo. Questo canto è diventato uno degli inni più importanti della liturgia cristiana, recitato in ogni Messa solenne. L’angelo che proclama la Nascita prende dunque il nome dalle sue prime parole.

Come si abbinano queste figure al resto della collezione?

Questo set è il complemento naturale del Set Natività 3 Soggetti, che contiene Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù. Insieme i due set ricostruiscono l’iconografia tradizionale completa della Natività cristiana. Inoltre, chi acquista entrambi i set ottiene direttamente il Set Natività 6 Soggetti della collezione, che li contiene tutti insieme nello stesso pacchetto.

Qual è il significato cosmico del set?

Le tre figure costruiscono una composizione cosmica della Natività. Il bue e l’asino sono la terra che adora dal basso: gli animali della creazione che riconoscono il Salvatore. L’angelo Gloria è il cielo che proclama dall’alto: la dimensione celeste che annuncia l’evento all’universo. Dunque in tre figure si condensano i due grandi assi della rivelazione cristiana, l’incarnazione terrestre e la trascendenza celeste.

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