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Set 24 Pastori Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

54.54

Ventiquattro figure scelte per coprire tutte le famiglie iconografiche del presepe partenopeo — pastori in pose diverse, mestieri del villaggio, figure femminili, zampognari, il Dormiente (Benino, il pastorello che sogna il presepe), un viandante arabo. Il set più articolato della collezione Mini 6 SN, e quello che a un prezzo unico dà il villaggio pronto, evitando la spesa di sei o sette set separati.

  • 24 figure tutte diverse. Nessun doppione: ogni pastore ha una posa, un attributo, un significato distinto
  • Quattro famiglie iconografiche. Pastori, mestieri, figure femminili, soggetti speciali (Benino, zampognari, viandante arabo)
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Firma Martino Landi
  • L’alternativa “completa” ai set separati. Una soluzione unica per popolare il villaggio
Specifiche prodotto
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il villaggio completo, in un singolo set

Costruire un presepe partenopeo ricco normalmente significa comprare diversi set separati — pastori da una parte, mestieri dall’altra, figure femminili in un terzo set, soggetti speciali in un quarto. Questo set racchiude tutto in un’unica soluzione: ventiquattro figure scelte per coprire tutte le famiglie iconografiche del presepe napoletano in scala 1:32, senza doppioni, con un pastore o una figura per ogni ruolo simbolico significativo.

Ventiquattro statuine tutte diverse in PVC infrangibile, dipinte in serigrafia, stile napoletano, firma Martino Landi: il set più articolato della collezione Mini 6 SN, pensato per chi vuole un presepe già popolato senza dover assemblare il villaggio attraverso più acquisti.

I pastori veri e propri

Otto figure pastorali in pose distinte

Il cuore del set è composto da otto figure pastorali in pose diverse, ognuna con un significato preciso: il Buon Pastore, che richiama esplicitamente l’immagine evangelica di Cristo “buon pastore” del Vangelo di Giovanni (10,11); il Pastore con Lanterna, che illumina la strada nella notte; il Pastore con Zappa, che mostra la dimensione del lavoro contadino oltre l’allevamento; il Pastorello con Agnello (l’agnello in braccio è simbolo di Cristo agnello sacrificale); il Pastorello con Bastone; il Pastore con Cappello; il Vecchio con Bastone (la vecchiaia del pastore, eco delle tre età della vita); l’Inginocchiato (il pastore in adorazione davanti al Bambino).

Insieme, gli otto pastori raccontano l’intero ciclo dell’umile che riconosce Cristo: dall’arrivo in cammino al gesto dell’adorazione, dal pastore giovane al pastore anziano, dalla guida del gregge al riposo serale.

Il Dormiente: Benino, il pastore che sogna il presepe

La figura più importante della tradizione partenopea

Il “Dormiente” del set è Benino, il pastorello addormentato che secondo la tradizione napoletana sta sognando l’intero presepe — svegliarlo significherebbe far svanire la scena. È una delle figure più amate e iconograficamente importanti del presepe partenopeo, riferimento al passaggio evangelico in cui “gli angeli diedero l’annuncio ai pastori dormienti”. Posizionato tradizionalmente lontano dalla Natività, su una roccia o sotto un pagliaio, Benino è il “narratore silenzioso” della scena. La tradizione vuole che si “svegli” all’alba del 25 dicembre — gesto simbolico della rinascita.

Gli Zampognari: i suonatori che scendono dai monti

L’origine pastorale dei canti natalizi italiani

Gli Zampognari sono una figura tipicamente meridionale e profondamente legata al Natale italiano. Storicamente, erano pastori dell’Abruzzo, del Molise, della Calabria e della Lucania che a dicembre scendevano dai monti verso le città per suonare la zampogna nelle strade in cambio di un compenso. È da questa tradizione pastorale che nascono molti dei canti natalizi popolari italiani — “Tu scendi dalle stelle”, non a caso, è composto da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori proprio nella tradizione partenopea. Nel presepe lo zampognaro è la figura che fa “suonare” la scena, anche se in silenzio.

I mestieri del villaggio

Fabbro, Arrotino, Calzolaio, Falegname, Boscaiolo

Cinque mestieri del villaggio, ognuno con la propria simbologia. Il Fabbro lavora il ferro, materiale insieme di utensili quotidiani e dei chiodi della crocifissione — è una delle figure più ambivalenti del presepe. L’Arrotino, che affila le lame, può essere letto come richiamo alla profezia di Simeone (la spada che trafiggerà l’anima di Maria). Il Calzolaio è la figura del lavoro umile e necessario, riferimento al fatto che Gesù lavava i piedi ai discepoli. Il Falegname richiama direttamente il mestiere di Giuseppe, padre putativo di Gesù, e il legno è anche il materiale della croce. Il Boscaiolo è la fase grezza della filiera del legno, prima del falegname.

L’insieme dei cinque mestieri ricostruisce visivamente l’economia del villaggio settecentesco partenopeo e, allo stesso tempo, racconta una catena simbolica precisa: dal ferro dei chiodi al legno della croce, le figure dei mestieri portano nel presepe la prefigurazione discreta della Passione.

Le figure femminili

Donne del villaggio, ognuna con un attributo simbolico

Quattro figure femminili popolano il villaggio. La Donna con Anfora — la cui presenza richiama immediatamente la donna alla fontana, prefigurazione iconografica dell’Annunciazione secondo i Vangeli apocrifi. La Donna con Cesto in Mano e la Donna con Oca sono figure dell’abbondanza domestica, simbolo dei frutti della terra che la nascita di Cristo benedice. La Donna con Bilancia è la commerciante del mercato, figura del villaggio che vende e pesa — la giustizia commerciale, la misura corretta, il rispetto del prossimo nello scambio quotidiano.

Le figure speciali

Urlatore, Viandante, Pescatore, Arabo con Panno

Quattro figure completano il set con ruoli iconografici specifici. L’Urlatore è il pastore che richiama il gregge a mani aperte o a megafono — è una delle figure più drammatiche del presepe napoletano, perché il suo gesto rompe il silenzio della scena. Il Viandante è la figura del pellegrino, di chi arriva da lontano: prefigurazione iconografica dei Magi e, in senso più ampio, di chi cerca Cristo. Il Pescatore rappresenta la vita e la dualità vita/morte sul fiume (in opposizione al cacciatore), e richiama San Pietro come “pescatore di anime”.

L’Arabo con Panno è una figura del corteo orientale, presenza che testimonia la dimensione “esotica” del presepe partenopeo — quella che amplia l’orizzonte oltre la Palestina includendo le terre lontane da cui provengono i Re Magi. È una delle figure che meglio incarna il presepe napoletano del Settecento, che amava arricchire la scena con visir, schiavi, giannizzeri e georgiane, tutto un Oriente immaginato in chiave di lusso e meraviglia.

Perché conviene il set rispetto ai set separati

Una soluzione completa rispetto a sei o sette acquisti separati

Sul sito sono disponibili anche set tematici separati della scala Mini 6 SN — Set 6 Pastori, Set 6 Soggetti Napoletani, Set 9 Soggetti Napoletani “doppi”, e altri set specifici. Costruire il villaggio acquistandoli uno per uno permette massima flessibilità ma richiede sei o sette acquisti distinti. Il Set 24 Pastori propone invece in un singolo prodotto un assortimento già bilanciato di pastori, mestieri, figure femminili e soggetti speciali — la soluzione “tutto in uno” per chi vuole un villaggio già popolato senza dover ragionare su quale set integrare con quale.

Domande frequenti

Le 24 figure sono tutte diverse o ci sono doppioni?

Sono tutte diverse — ogni figura ha una posa, un attributo o una funzione iconografica distinta dalle altre 23. La selezione è stata pensata per coprire le quattro famiglie principali del presepe partenopeo (pastori, mestieri, figure femminili, soggetti speciali) senza ridondanze, in modo che ogni acquisto aggiunga al presepe un personaggio nuovo.

Conviene di più questo set o comprare i set separati?

Dipende dall’approccio. Questo set ti dà tutto in una volta, con un assortimento già bilanciato e una spesa unica. I set separati permettono invece un assemblaggio progressivo: parti con il Set 6 Pastori, aggiungi il Set 6 Soggetti Napoletani, e così via, distribuendo l’investimento nel tempo. Se stai costruendo un presepe nuovo e ti serve un villaggio già pronto, questo set è la soluzione più diretta. Se hai già alcuni set della stessa scala e vuoi solo integrare, conviene comprare i set tematici mancanti.

Chi è il “Dormiente” incluso nel set?

È Benino, il pastorello dormiente, una delle figure più importanti e amate del presepe partenopeo. Secondo la tradizione napoletana, l’intero presepe esiste solo perché Benino lo sta sognando — svegliarlo significherebbe far svanire la scena. Posizionato tradizionalmente lontano dalla Natività, è il “narratore silenzioso” del presepe.

Cosa rappresenta il “Buon Pastore”?

Il “Buon Pastore” è un riferimento iconografico esplicito a Cristo stesso. Nel Vangelo di Giovanni (10,11) Gesù dice “Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore”. La figura del pastore con l’agnello in braccio o con il gregge che lo segue è quindi una delle più antiche raffigurazioni di Cristo nell’iconografia cristiana — presente già nelle catacombe romane del II-III secolo.

Perché c’è un “Arabo con Panno”?

L’Arabo con Panno è una figura del corteo orientale, presenza tipica dei presepi napoletani più ricchi del Settecento. La tradizione partenopea amava popolare il corteo dei Re Magi con figure esotiche — visir, georgiane, giannizzeri, schiavi nubiani — tutto un Oriente immaginato che ampliava l’orizzonte del presepe oltre la Palestina. L’Arabo con Panno è la versione più sobria di queste figure: un viandante o un membro del corteo, che porta con sé il segno della provenienza dalle terre lontane.

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