Set 9 Soggetti Napoletani Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
€26.77
Si chiamano “doppi” nel nostro gergo perché ogni statuina è composita: due personaggi insieme, oppure un personaggio con il proprio animale, oppure una figura con l’attrezzo o l’oggetto del mestiere. Non più sole figurine isolate, ma micro-scene già pronte — la mungitrice con la mucca, le levatrici al lavoro, i pastori attorno al fuoco. Nove soggetti che popolano in profondità il villaggio del presepe napoletano nella scala 1:32.
- Nove figure “doppie”. Ognuna composta da personaggio + accessorio, attrezzo o secondo soggetto
- Mungitrice, Levatrici, Pastori al fuoco, Lavandaia, Pescivendolo, Contadina con polli, Uomo con botte, Pollivendolo, Acquaiolo.
- Ognuna porta un significato simbolico. Levatrici di Maria, vita e morte sul fiume, calendario dei mesi, ciclo dell’Eucaristia
- Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
- PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Firma Martino Landi
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| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
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Descrizione
Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi
Soggetti “doppi”: nove micro-scene già pronte
Nel gergo della nostra produzione li chiamiamo “doppi” perché ogni statuina di questo set non è una figura isolata, ma una composizione: due personaggi insieme, oppure un personaggio con il proprio animale, oppure una figura con l’attrezzo o l’oggetto fisico del suo mestiere. La mungitrice ha la mucca, le levatrici lavorano insieme, i pastori vegliano attorno al fuoco, l’uomo regge la botte, l’acquaiolo porta i recipienti. Non sono più figurine da affiancare ad altre — sono micro-scene narrative già pronte, ognuna autosufficiente nel suo piccolo.
Nove soggetti dei mestieri della tradizione partenopea — Mungitrice, Levatrici, Pastori al fuoco, Lavandaia, Pescivendolo, Contadina con polli, Uomo con botte, Pollivendolo, Acquaiolo — in PVC infrangibile, dipinti in serigrafia, stile napoletano, firma Martino Landi: il set più articolato della collezione Mini 6 SN per chi vuole costruire un presepe vivo e popolato.
Cosa significa “doppio” nella linea Landi
Un livello narrativo superiore alle figure singole
Nei set di mestieri “singoli” della collezione (come il Set 6 Soggetti Napoletani), ogni statuina è una figura individuale: la zingara da sola, l’oste da solo, il cacciatore da solo. In questo set invece la modellazione raddoppia la complessità del pezzo: ogni statuina contiene già due elementi compositivi, ed è la modellazione stessa a costruire la scena.
Concretamente, questo significa che alcune figure sono coppie di personaggi (le Levatrici, i Pastori al fuoco), altre sono personaggio + animale (la Mungitrice con la mucca, la Contadina con i polli), altre ancora sono personaggio + attrezzo/oggetto (l’Uomo con la botte, l’Acquaiolo con i recipienti, il Pollivendolo con i polli da vendere). La scena è pronta nel singolo pezzo, e questo dà al presepe un livello di articolazione che le figure singole non possono raggiungere.
Le levatrici e la lavandaia: le figure femminili della nascita
Chi assistette Maria, secondo la tradizione
Tre delle nove figure si concentrano sul tema della nascita stessa. Le Levatrici rappresentano direttamente le donne che, secondo la tradizione partenopea, assistettero Maria nel parto — un dettaglio che i Vangeli canonici non specificano ma che il presepe napoletano ha sempre inserito, perché restituisce concretezza umana alla scena della nascita. La Lavandaia, raffigurata in ginocchio mentre lava i panni, è la “versione mistica” della stessa figura: i teli che usa sono miracolosamente puliti, candidi, e simboleggiano la verginità di Maria.
La Mungitrice, con la mucca al fianco, allarga il cerchio della maternità : il latte, gesto della nutrizione e della cura, fa eco al gesto di Maria che allatta il Bambino. Insieme, queste tre figure raccontano la dimensione femminile del presepe — quella che il racconto evangelico canonico riduce a Maria sola, e che la tradizione partenopea ha invece sempre arricchito con presenze di sorelle, levatrici, popolane.
I pastori al fuoco: l’unica scena evangelica direttamente raffigurata
L’annuncio dell’angelo, secondo il Vangelo di Luca
I Pastori al fuoco sono una delle figure più dirette del presepe in chiave evangelica. Il Vangelo di Luca racconta che, mentre i pastori vegliavano nei campi vicino al gregge nella notte stessa della nascita, “un angelo del Signore si presentò davanti a loro” annunciando la nascita del Salvatore. Il fuoco da campo che riscalda i pastori nella scena è l’elemento concreto del racconto — vegliavano accanto a un falò, non in un’astrazione poetica. Posizionata nel presepe lontana dalla capanna, questa figura “doppia” raffigura il momento esatto dell’annuncio, prima che i pastori si mettano in cammino verso la grotta. È il punto in cui la storia si mette in moto.
Il pescivendolo: dicembre e San Pietro
Il mese del Natale e il pescatore di anime
Il pescivendolo rappresenta dicembre nel calendario simbolico dei dodici venditori del presepe napoletano — il mese del Natale, in cui il pesce era piatto centrale delle tavole festive del Sud Italia. La sua simbologia richiama anche San Pietro come “pescatore di anime” e la simbologia del pesce — utilizzata nei primi secoli del cristianesimo come segno di riconoscimento tra credenti, perché l’acronimo greco di pesce (ICHTHYS) significava “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”. Nella scala 1:32 il banco del pesce, con i pesci esposti, torna leggibile.
Pollivendolo, contadina con polli, uomo con botte: l’abbondanza della terra
Il ciclo del cibo, dal lavoro al mercato
Tre figure costruiscono la simbologia del cibo nel villaggio del presepe. La Contadina con polli è la fase rurale — la donna che alleva le galline nella propria aia, in casa, fuori dal mercato; rappresenta l’abbondanza domestica della terra. Il Pollivendolo è la fase commerciale — chi quei polli li porta al mercato per venderli, ed è marzo nel calendario simbolico dei dodici venditori, mese della primavera e della ripresa del ciclo agricolo.
L’Uomo con la botte raddoppia la simbologia eucaristica già presente nelle figure dell’oste e del bevitore: la botte è il contenitore del vino, e il vino è il sangue di Cristo. La sua presenza nel villaggio significa che il vino non è solo nella taverna — è già nelle cantine, nelle riserve, nelle case. La simbologia eucaristica si infiltra in tutti i livelli della vita quotidiana, esattamente come la tradizione partenopea voleva mostrare.
L’acquaiolo: il venditore d’acqua della Napoli antica
Una figura tipicamente partenopea
L’acquaiolo (o acquaiola) era una figura tipica della Napoli antica: il venditore ambulante d’acqua, che girava per le strade della città con grandi recipienti di terracotta o rame portando l’acqua fresca da bere a chi non ne aveva accesso. Nel presepe napoletano è una delle figure che meglio caratterizza la dimensione cittadina del villaggio settecentesco — non un personaggio biblico, ma una presenza concreta della Napoli del Settecento. L’acqua che porta richiama insieme i molteplici significati simbolici dell’acqua nel presepe: vita, battesimo, rinascita, ma anche purificazione e fluire del tempo.
Come comporre il villaggio con queste nove figure
Ognuna nel proprio luogo simbolico
Levatrici e Lavandaia vanno vicino all’acqua — al fiume per la lavandaia, vicino alla capanna o nei pressi per le levatrici, perché sono le donne più strettamente legate al parto. I Pastori al fuoco si posizionano lontano dalla capanna, sui campi, dove vegliano il gregge. La Mungitrice sta accanto alle stalle o alle case di campagna. Il Pescivendolo va vicino al fiume o nel mercato del villaggio. Pollivendolo e Acquaiolo popolano la zona del mercato e delle strade cittadine. Contadina con polli sta in un’aia o davanti a una casa. Uomo con botte trova posto vicino a una cantina, a una bottega o sulla strada di accesso a una taverna.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra il Set 6 Soggetti Napoletani e questo Set 9 Soggetti?
Il Set 6 Soggetti propone figure singole (Oste, Bevitore, Monaco, Cacciatore, Zingara, Fornaio). Questo Set 9 Soggetti propone invece figure “doppie” — composizioni che includono nel singolo pezzo un personaggio più un secondo soggetto, animale o attrezzo. Le due composizioni si integrano e non si sovrappongono: i mestieri “singoli” sono i simboli concettuali del villaggio (Eucaristia, morte, profezia), i “doppi” sono le scene di lavoro quotidiano più articolate.
Cosa rappresentano le Levatrici nel presepe napoletano?
Le Levatrici sono le donne che, secondo la tradizione partenopea, assistettero Maria nel parto. Sono una figura non presente nei Vangeli canonici, ma aggiunta dalla tradizione iconografica per dare concretezza umana alla scena della nascita. Insieme alla Lavandaia — la cui acqua e i cui teli candidi simboleggiano la verginità di Maria — costituiscono la “presenza femminile di supporto” che il presepe napoletano ha sempre conservato.
Chi era l’acquaiolo nella Napoli del Settecento?
L’acquaiolo era un venditore ambulante d’acqua, mestiere tipico della Napoli antica fino al XIX secolo. Portava acqua fresca per le strade in recipienti di terracotta o rame, vendendola a chi non aveva accesso diretto a fonti pulite. Nel presepe napoletano è una delle figure che meglio caratterizza la dimensione cittadina e settecentesca del villaggio.
Cosa simboleggiano i Pastori al fuoco?
I Pastori al fuoco raffigurano il momento descritto nel Vangelo di Luca: i pastori vegliano nei campi vicino al gregge attorno a un falò quando un angelo appare loro annunciando la nascita di Gesù. È una delle poche scene del presepe direttamente derivate dai Vangeli canonici, e raffigura il momento esatto in cui l’annuncio diventa pubblico.
I “doppi” sono pezzi unici o due figure separate?
I soggetti “doppi” sono modellati come pezzo unico: il personaggio e il secondo elemento (animale, attrezzo, secondo personaggio) sono fusi nella stessa statuina. Questo garantisce che la scena resti sempre coerente — la mungitrice non si separa mai dalla mucca, l’uomo non perde mai la botte — e dà al presepe un livello di articolazione narrativa che le figure singole non possono raggiungere.







