Set 2 Elefanti Assortiti Micro 3.5 per Presepi in Scala 1:50
€8.06
Due elefanti che nel presepe napoletano del Settecento erano il segno dei presepi più ricchi e ambiziosi — l’animale che accompagna i Re Magi quando vengono “dall’estremo Oriente”, dall’India o dall’Africa, e che porta dentro la scena un esotismo che il cammello da solo non raggiunge. Un tocco di lusso simbolico, per chi non si accontenta della carovana standard.
- Due elefanti assortiti. Pose diverse per arricchire il corteo orientale
- Compatibili con presepi napoletani e arabi. L’elefante è simbolo del corteo regale in entrambe le tradizioni
- Dipinti a mano. Tutti gli animali Landi, anche nella scala micro, sono dipinti uno per uno
- PVC infrangibile. Resiste alla manipolazione di chi assembla composizioni in miniatura
- Firma Martino Landi. Per i presepi che vogliono il dettaglio di lusso della tradizione partenopea
| Peso | 00231 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 7 × 6 × 3 cm |
| Unità di vendita | |
| Forme e Soggetti | |
| Stile | |
| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
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| Peso kg | |
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| Proporzione |
Descrizione
Statuine Presepe 3,5 cm · Scala 1:50 · Firma Martino Landi
L’animale che distingueva i presepi ricchi
Nel Settecento napoletano, quando le famiglie aristocratiche di Carlo III di Borbone facevano a gara con presepi sempre più imponenti, l’elefante era uno dei segni distintivi dei presepi più ambiziosi. Mentre i cammelli erano la cavalcatura standard del corteo dei Magi, l’elefante apparteneva ai cortei più ricchi e variati — quelli che volevano segnalare un Oriente più ampio e più esotico, capace di includere India, Africa, l’estremo confine del mondo conosciuto.
Due elefanti in pose assortite, in PVC infrangibile, dipinti a mano, firma Martino Landi: pensati per accompagnare il corteo dei Re Magi o per arricchire l’ambientazione orientale del presepe in scala 1:50.
Perché l’elefante nel presepe
Simbolo di esotismo, potenza regale, estremo Oriente
Il Vangelo non specifica da dove venissero esattamente i Magi — dice solo “dall’Oriente”. La tradizione iconografica ha colmato questo vuoto facendoli venire dalle terre più lontane allora conosciute, fino all’India e all’Africa subsahariana. Da qui nasce la presenza dell’elefante: dove c’è elefante, c’è ricchezza, dove c’è elefante c’è India, dove c’è elefante l’orizzonte del presepe si allarga molto oltre la Palestina.
Nella simbologia cristiana l’elefante è inoltre associato a virtù come la forza, la temperanza e la castità — leggende medievali raccontavano che gli elefanti vivessero in coppia per tutta la vita, simbolo quindi di fedeltà coniugale. Era un’iconografia colta, presente nei bestiari medievali e ripresa poi dal presepe napoletano più erudito.
Cammelli o elefanti? La differenza nel corteo
Due livelli di ricchezza iconografica
Il corteo dei Magi standard prevede tre cammelli, uno per Re — il livello iconografico più diffuso e basilare. I presepi più ricchi e ambiziosi, in particolare nella tradizione partenopea del Settecento, aggiungono al corteo anche elefanti, dromedari, persino schiavi nubiani e visir ottomani. Mentre il cammello rappresenta il viaggio nel deserto, l’elefante rappresenta la ricchezza dei regni orientali da cui i Magi provengono — è il dettaglio di prestigio che distingue il presepe ricco dal presepe semplice.
Compatibili con presepi napoletani e arabi
Due tradizioni che condividono lo stesso repertorio animale
Come tutti gli animali del corteo dei Magi, anche l’elefante appartiene trasversalmente sia alla tradizione del presepe napoletano (dove è il segno del corteo più ricco) sia a quella del presepe orientale o arabo (dove l’ambientazione esotica è il filo conduttore principale). Le distinzioni stilistiche tra le due tradizioni riguardano i costumi e le posture delle figure umane, non gli animali, che restano un elemento condiviso e versatile.
Dipinti a mano, anche su questa scala
La pittura manuale conserva la profondità del manto
Mentre le figure umane in scala 1:50 utilizzano la serigrafia per gestire il dettaglio narrativo, gli animali Landi — elefanti compresi — sono dipinti interamente a mano. Sul cuoio rugoso dell’elefante, la pittura manuale permette di rendere la varietà di tono del manto e delle eventuali bardature decorative, dettagli che la stampa industriale renderebbe piatti e che invece, fatti a mano, danno all’animale una presenza visibile da vicino.
Perché gli elefanti non sono alti 3,5 cm
Proporzione corretta nella scala 1:50
Come per tutti gli animali della collezione, l’indicazione “Micro 3.5” si riferisce all’altezza del personaggio umano della scala (3,5 cm), non a quella dell’elefante. Nella realtà un elefante adulto raggiunge i 3-4 metri al garrese, quindi è significativamente più alto di un uomo: nella scala 1:50, gli elefanti del set sono dimensionati per risultare visivamente proporzionati al pastore di 3,5 cm, mantenendo la relazione corretta tra dimensione umana e dimensione animale.
Domande frequenti
Cosa rappresenta l’elefante nel presepe?
L’elefante è un simbolo dell’estremo Oriente — India, Africa, le terre più lontane da cui possono venire i Re Magi. È un dettaglio di prestigio iconografico, presente nei presepi napoletani più ricchi del Settecento, e nella simbologia cristiana è anche associato alle virtù della forza, temperanza e fedeltà coniugale.
L’elefante va inserito vicino ai cammelli?
Sì — l’elefante fa parte del corteo orientale, quindi va posizionato nelle vicinanze dei cammelli e dei Re Magi, in fila o disposto a riempire la scena del corteo. Insieme, cammelli ed elefanti rendono la carovana più ricca e variata di quanto farebbero i soli cammelli.
I due elefanti sono in pose diverse?
Sì — l’assortimento prevede due elefanti in pose distinte, pensate per dare varietà al corteo e per essere distribuiti in posizioni diverse del presepe.
Va bene anche per un presepe in stile arabo?
Sì — anzi, l’elefante è particolarmente adatto al presepe in stile arabo o orientale, dove l’ambientazione esotica e il riferimento a regni lontani sono il filo conduttore principale. La sua presenza rafforza il senso di carovana e di provenienza dall’estremo Oriente.




