Set 11 Mestieri Micro 3.5 per Presepi in Scala 1:50
€16.39
Undici mestieri della tradizione partenopea, ognuno con un significato simbolico preciso codificato dai secoli — il mugnaio che inizia la catena che porta al pane eucaristico, il falegname che ricorda Giuseppe, il fabbro che lavora il ferro dei chiodi, la lavandaia che rappresenta le levatrici di Maria, la donna alla fontana che richiama l’Annunciazione. Il set più ricco della linea micro per chi vuole un villaggio popolato di concetti, non di figure casuali.
- Undici figure. Mugnaio, fabbro, falegname, arrotino, castagnara, pescivendolo, mungitrice, lavandaia, fruttivendola, taglialegna, donna alla fontana
- Ogni figura porta un significato. Non sono popolane di contorno, sono simboli precisi della cosmologia presepiale partenopea
- Altezza 3,5 cm. Per popolare un intero villaggio in scala 1:50
- PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Costumi del Settecento partenopeo riconoscibili anche a questa dimensione
- Firma Martino Landi. Il set di mestieri più completo della scala micro
| Peso | 00099 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 10 × 9 × 4 cm |
| Unità di vendita | |
| Forme e Soggetti | |
| Stile | |
| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
| Larghezza | |
| Altezza | |
| Profondità | |
| Peso kg | |
| Materiale | |
| Proporzione |
Descrizione
Statuine Presepe 3,5 cm · Scala 1:50 · Firma Martino Landi
Undici mestieri, undici concetti
Nessuna tradizione presepiale ha codificato i mestieri come quella napoletana. Ogni figura ha un significato preciso — non è un contadino con il pittoresco, è un’idea filosofica o teologica vestita da artigiano del Settecento. Il pane simboleggia l’Eucaristia, il legno la croce, il ferro i chiodi della crocifissione, la fontana l’Annunciazione. Posizionare i mestieri nel presepe non è quindi popolare uno sfondo: è scegliere quali concetti entrano nella scena.
Undici figure dei mestieri della tradizione partenopea, in PVC infrangibile, dipinte in serigrafia, firma Martino Landi: il set più completo della linea Micro 3.5, dove ognuno degli undici personaggi porta nella scena un significato tramandato dalla scuola classica del Settecento napoletano.
Il mugnaio: l’inizio della catena del pane
Dal grano alla farina, prima del fornaio
Il mugnaio macina il grano e ottiene la farina — il primo passaggio della catena che, attraverso il fornaio, porterà al pane. E il pane, nella simbologia cristiana, è il corpo di Cristo. Il mugnaio è quindi l’inizio invisibile dell’Eucaristia: lavora un materiale grezzo che diventerà , generazione dopo generazione, il pane consacrato dell’altare. Una figura umile della vita quotidiana che è anche un’allusione discreta al sacramento.
Il fabbro: il ferro dei chiodi
Vita e morte nello stesso materiale
Il fabbro è una delle figure più ambivalenti del presepe partenopeo. Lavora il ferro, materiale di utensili necessari alla vita quotidiana — falci, badili, serrature, ferri di cavallo — ma anche, nella tradizione cristiana, materiale dei chiodi della crocifissione. La sua presenza è quindi un richiamo discreto alla Passione futura, in linea con altre figure del presepe (come la zingara con il cesto di arnesi di ferro) che inseriscono nel cuore della festa della nascita la prefigurazione del dramma.
Il falegname: il mestiere di Giuseppe e il legno della croce
Doppio riferimento simbolico
Il falegname è una delle figure più dense del presepe napoletano. Richiama direttamente il mestiere di Giuseppe, il padre putativo di Gesù — Gesù stesso, nella tradizione, imparò il mestiere dal padre. Ma il legno che il falegname lavora è anche il materiale della croce: la sua presenza è quindi insieme un omaggio a Giuseppe e una discreta prefigurazione della Passione. Il taglialegna del set rappresenta la fase ancora più grezza della stessa filiera simbolica — il legno appena tagliato, prima che diventi tavola o trave.
L’arrotino: la lama e la profezia di Simeone
La spada che trafiggerà l’anima
L’arrotino affila lame — coltelli, forbici, asce. Nella tradizione popolare la lama affilata è strumento di lavoro ma anche di taglio, di separazione, di violenza. La sua presenza nel presepe può essere letta in chiave simbolica come richiamo alla profezia di Simeone nel Vangelo di Luca: quando Maria presenta Gesù al Tempio, l’anziano Simeone le predice che “una spada le trafiggerà l’anima”. L’arrotino, che affila quella stessa spada, diventa allora una figura della profezia silenziosa che già grava sulla scena della Natività .
La castagnara: novembre nel calendario dei venditori
Il mese dell’autunno avanzato
Nella tradizione partenopea i venditori sono dodici, uno per ogni mese dell’anno, e ricostruiscono nel presepe l’intero ciclo dell’anno solare. La castagnara — la donna che vende castagne arrostite — rappresenta novembre, il mese dell’autunno avanzato, quando in tutta Italia meridionale si raccolgono e si arrostiscono le castagne nei vicoli e per strada. È un riferimento al tempo immediatamente precedente al Natale, alla preparazione lenta dell’inverno e della festa.
Il pescivendolo: dicembre e San Pietro
Il mese del Natale e il pescatore di anime
Il pescivendolo rappresenta dicembre nel calendario dei dodici venditori — il mese in cui il pesce era piatto centrale delle tavole natalizie del Sud Italia. Ma la sua simbologia è più profonda: richiama il pescatore evangelico, e in particolare San Pietro come “pescatore di anime”, oltre alla simbologia del pesce — utilizzata nei primi secoli del cristianesimo come segno di riconoscimento tra credenti, perché l’acronimo greco di pesce (ICHTHYS) significava “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”.
La mungitrice e la lavandaia: la cura femminile
Maternità e levatrici di Maria
La mungitrice è la donna che munge il latte, gesto della nutrizione e della cura — un richiamo alla maternità , all’allattamento, alla dimensione di accudimento femminile che fa eco alla figura di Maria che nutre il Bambino. La lavandaia, in ginocchio mentre lava i panni vicino al fiume, ha invece un significato più specifico e codificato: nella tradizione napoletana rappresenta le levatrici che assistettero Maria nella nascita di Gesù, e i teli bianchi che usa simboleggiano la verginità di Maria — restano miracolosamente puliti e immacolati.
La fruttivendola e il taglialegna: l’abbondanza e il legno
I frutti della terra e il materiale della croce
La fruttivendola, con il suo banco di frutta, simboleggia l’abbondanza generosa della terra — i frutti che maturano grazie alla benedizione divina, l’opulenza del creato in cui il Bambino viene al mondo. Il taglialegna, invece, lavora il legno alla sua fase più grezza: tronchi appena abbattuti, da cui poi il falegname ricaverà tavole e travi. Nella catena simbolica del legno, il taglialegna è il momento iniziale di quello che diventerà — generazioni dopo — il materiale della croce.
La donna alla fontana: l’Annunciazione apocrifa
L’arcangelo Gabriele e Maria
La donna alla fontana è una delle figure più dense di simbolismo del presepe partenopeo. Secondo i Vangeli apocrifi (non quelli canonici), l’arcangelo Gabriele avrebbe annunciato a Maria la nascita di Cristo proprio vicino a una fontana, mentre lei attingeva acqua. La donna alla fontana del presepe è quindi una prefigurazione iconografica di Maria stessa nel momento dell’Annunciazione — una sorta di richiamo silenzioso al concepimento che precede la scena della Natività che si sta guardando.
Come comporre il villaggio con questi undici mestieri
Ognuno nel proprio luogo simbolico
Nella tradizione partenopea ogni mestiere ha il proprio luogo del villaggio. La lavandaia e la donna alla fontana vanno vicino all’acqua — fiume per la prima, fontana per la seconda. Il pescivendolo sta presso il banco del pesce, anch’esso vicino al fiume. Mugnaio, fornaio e fruttivendola popolano la zona del mercato. Fabbro, falegname, arrotino e taglialegna vanno ognuno nella propria bottega, distribuiti lungo le strade del villaggio. La mungitrice sta accanto alle stalle o vicino al bestiame. La castagnara si colloca all’angolo di un crocicchio, dove tradizionalmente si vendevano le castagne arrostite.
Domande frequenti
Quali mestieri sono inclusi nel set?
Il set comprende undici figure: mugnaio, fabbro, falegname, arrotino, castagnara, pescivendolo, mungitrice, lavandaia, fruttivendola, taglialegna e donna alla fontana. Una selezione che copre i mestieri più significativi della tradizione presepiale partenopea, ognuno con un significato simbolico preciso.
Cosa rappresenta il falegname nel presepe?
Il falegname è una figura a doppio significato: richiama direttamente il mestiere di Giuseppe, padre putativo di Gesù, e allo stesso tempo il legno è il materiale della croce — una prefigurazione discreta della Passione futura inserita nella festa della nascita.
Perché la donna alla fontana ha un significato così importante?
Secondo i Vangeli apocrifi, l’arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Cristo proprio vicino a una fontana. La donna alla fontana del presepe partenopeo è quindi una prefigurazione iconografica di Maria stessa nel momento dell’Annunciazione, un richiamo silenzioso al concepimento che precede la Natività .
Cosa simboleggia la lavandaia?
Nella tradizione napoletana le lavandaie rappresentano le levatrici che assistettero Maria nella nascita di Gesù. I teli bianchi che lavano restano miracolosamente puliti e immacolati: simbolo della verginità di Maria e dell’origine miracolosa di suo Figlio.
Castagnara e pescivendolo rappresentano mesi precisi?
Sì — nel calendario simbolico dei dodici venditori, la castagnara rappresenta novembre (il mese dell’autunno avanzato e della raccolta delle castagne) e il pescivendolo dicembre (il mese del Natale, in cui il pesce era piatto centrale delle tavole festive del Sud Italia).











