Set Re Erode Centurione e 2 Soldati Micro 3.5 per Presepi in Scala 1:50
€6.55
Sono i personaggi che nessuno mette per primi, ma che cambiano il senso di tutto il presepe. Erode è la minaccia che pende sul Bambino fin dal momento della nascita, il centurione e i soldati sono il potere romano che dovrà più tardi condannarlo. Aggiungerli alla scena significa dire che la Natività non è solo una storia di pastori e cammelli — è già politica, già storia, già il prologo di tutto quello che accadrà dopo.
- Re Erode. Il re dei Giudei, l’antagonista del racconto evangelico, ordinatore della Strage degli Innocenti
- Centurione. Il rappresentante del potere militare romano, ufficiale di rango
- Due soldati. La truppa al servizio del potere costituito
- PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Costumi e armature riconoscibili anche in scala 1:50
- Firma Martino Landi. Per chi vuole raccontare il presepe completo, non solo la parte rassicurante
| Peso | 00066 kg |
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| Dimensioni | 8 × 7 × 3 cm |
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| Forme e Soggetti | |
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| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
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Descrizione
Statuine Presepe 3,5 cm · Scala 1:50 · Firma Martino Landi
I personaggi che il presepe spesso dimentica
Nella maggior parte dei presepi, Erode e i soldati non ci sono. Si sceglie la Sacra Famiglia, si aggiungono i pastori, magari i Re Magi quando arriva l’Epifania, e si lascia fuori la parte scomoda della storia. Eppure il Vangelo di Matteo non lascia spazio a dubbi: la nascita di Gesù avviene sotto la sorveglianza di un re che sta già pensando come ucciderlo, dentro un territorio occupato dai Romani, in un contesto politico violento e instabile.
Erode, un centurione e due soldati romani in PVC infrangibile, dipinti in serigrafia, firma Martino Landi: quattro figure che restituiscono al presepe la sua dimensione storica e politica, oltre la lettura solo familiare e idilliaca della Natività .
Chi era davvero Erode il Grande
Re dei Giudei nominato da Roma
Erode il Grande non era ebreo di nascita: era idumeo, di una famiglia convertita al giudaismo da poche generazioni. Era diventato re dei Giudei grazie all’appoggio diretto di Roma — nominato dal Senato romano nel 40 a.C. e insediato con il sostegno militare di Marco Antonio e Ottaviano. Tutto il suo potere derivava da Roma, e tutta la sua vita politica fu un equilibrio fragile tra il dovere di mantenere il favore dei Romani e quello di non perdere il consenso del popolo ebraico.
Quando i Magi, secondo il Vangelo di Matteo, gli annunciano la nascita di un “re dei Giudei”, Erode reagisce con il riflesso di un sovrano paranoico — un altro re, in un territorio che gestisce in nome di Roma, è una minaccia mortale al suo potere. La sua risposta sarà la Strage degli Innocenti: l’uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni di età , per essere sicuro di eliminare anche quel re bambino di cui non conosceva l’identità precisa.
Il ruolo dei Re Magi nella vicenda di Erode
L’incontro che innesca tutto
Il Vangelo racconta che i Magi, arrivati a Gerusalemme seguendo la stella, si recano alla corte di Erode chiedendo dove sia “il re dei Giudei appena nato”. Erode, fingendo interesse devoto, chiede loro di tornare a riferirgli dove sia il bambino “perché anch’io possa andare ad adorarlo”. I Magi visitano la Natività ma — avvertiti in sogno della minaccia, secondo il Vangelo — non tornano da Erode, lasciandolo all’oscuro. È la mancata informazione che lo costringe alla Strage degli Innocenti: non sapendo chi sia esattamente il bambino, fa uccidere tutti i possibili candidati. Posizionare nel presepe Erode con i suoi soldati significa quindi tenere presente questo intreccio narrativo.
Il centurione e i soldati: il potere militare romano
L’occupazione che fa da sfondo a tutto
Il centurione era ufficiale dell’esercito romano comandante di una centuria (originariamente 100 soldati, in pratica circa 80). Era il rango chiave dell’esercito: abbastanza alto per avere autorità reale, abbastanza basso per restare vicino alla truppa. I due soldati che lo accompagnano completano il quadro: la presenza militare romana che sorveglia ogni angolo della Giudea, gli stessi uomini che — trent’anni dopo, secondo il Vangelo — saranno presenti alla crocifissione.
È significativo che la tradizione presepiale abbia conservato questi personaggi: il loro inserimento ricorda che la nascita di Gesù non avviene in un mondo idilliaco, ma in un territorio occupato, sotto un re vassallo, in un’epoca politicamente violenta. Il presepe completo è anche questo.
Dove posizionare queste figure nel presepe
Lontano dalla Natività , mai vicini
Erode e i soldati non vanno mai posizionati vicino alla capanna. Nella tradizione iconografica, Erode sta nel proprio palazzo — un edificio separato, di rango regale, distinto dalle case del villaggio — e i soldati pattugliano le strade o sostano nei pressi delle porte d’accesso al paese. La distanza fisica nel presepe traduce visivamente la distanza simbolica: il potere temporale e il Bambino divino sono in due mondi opposti, anche se la storia li metterà presto in collisione.
Domande frequenti
Erode si mette davvero nel presepe?
Sì — la tradizione presepiale lo prevede, anche se molti presepi familiari preferiscono ometterlo per semplicità o per non introdurre la figura “scomoda”. Va posizionato lontano dalla Natività , idealmente nel suo palazzo o in un’area distinta del villaggio, mai vicino alla capanna.
Cos’è la Strage degli Innocenti?
È l’episodio raccontato dal Vangelo di Matteo (2,16-18): Erode, non avendo potuto identificare con certezza il bambino di cui i Magi gli avevano parlato, ordina l’uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni di età . Giuseppe, avvertito in sogno, fugge in Egitto con Maria e Gesù — la celebre Fuga in Egitto. La Strage è commemorata dalla Chiesa Cattolica il 28 dicembre.
Perché un centurione romano nel presepe?
All’epoca della nascita di Gesù, la Giudea era territorio sotto controllo romano, governato da un re vassallo (Erode) ma sorvegliato militarmente da Roma. La presenza del centurione e dei soldati nel presepe ricorda questo contesto politico: la Natività avviene in un territorio occupato, non in un’isola felice.
Posso fare un presepe completo senza questi personaggi?
Sì, certo — molti presepi familiari classici li omettono. La loro presenza è una scelta narrativa: rende il presepe storicamente e teologicamente più completo, includendo il conflitto politico che fa da sfondo alla nascita di Gesù. È particolarmente apprezzato da chi vuole costruire un presepe ricco e fedele a tutto il racconto evangelico, non solo alla parte rassicurante.




