Set 6 Pecore Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
€4.09
Sei pecore singole assortite formano il piccolo gregge del presepe partenopeo. Posizioni diverse, dettagli individuali, ma un’unica identità collettiva. Nel codice della tradizione cristiana ogni pecora richiama il Buon Pastore del Vangelo di Giovanni: Cristo che conosce le sue pecore una per una e per loro offre la vita.
- Sei pecore singole. Pezzi indipendenti in posizioni assortite
- Dipinte in serigrafia. Pelo, manto e dettagli anatomici riprodotti con cura
- Pezzi indipendenti. Ogni pecora si posiziona liberamente nel presepe
- Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
- PVC infrangibile. Firma Martino Landi
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| Forme e Soggetti | |
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| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
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| Peso kg | |
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Descrizione
Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi
Il gregge come scena fondante del presepe
I primi a ricevere l’annuncio della nascita di Cristo non sono i sapienti, non sono i nobili, non sono i sacerdoti. Sono i pastori. Il Vangelo di Luca (2,8-14) racconta che gli angeli appaiono “ad alcuni pastori che vegliavano nei dintorni” sul gregge, e a loro per primi annunciano la nascita del Salvatore. Inoltre, il gregge che i pastori sorvegliano è il primo testimone silenzioso dell’evento.
Sei pecore singole in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Ogni esemplare è modellato come pezzo indipendente, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.
Il Buon Pastore del Vangelo di Giovanni
“Io sono il buon pastore”
Cristo si definisce “il buon pastore” nel Vangelo di Giovanni (10,11): “Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore”. Inoltre, lo stesso brano evangelico contiene una delle immagini più tenere della tradizione cristiana: il pastore che chiama le pecore una per una per nome, e queste lo riconoscono e lo seguono. La metafora è densa di senso.
L’immagine del Buon Pastore con la pecora sulle spalle è una delle più antiche raffigurazioni di Cristo, attestata nelle catacombe romane del II-III secolo. Dunque le pecore del set, viste in un presepe natalizio, richiamano questa stratificazione iconografica. Non sono solo animali del pascolo. Sono il gregge di Cristo, il popolo dei fedeli, le anime guidate dal pastore divino.
L’annuncio ai pastori e il gregge testimone
Vangelo di Luca 2,8-14
Il racconto evangelico dell’annuncio ai pastori è uno dei momenti più importanti della Natività . Il Vangelo di Luca specifica che i pastori “vegliavano facendo la guardia al loro gregge” quando un angelo apparve loro. Inoltre, alle parole dell’angelo si unì subito “una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio”. Le pecore del gregge sono dunque le prime creature, dopo gli uomini, ad assistere all’irruzione del divino nel mondo. Il loro silenzio durante l’annuncio diventa parte stessa della scena: l’umanità sorvegliata dai pastori che a loro volta sono testimoni della rivelazione.
Le pecore della tradizione partenopea
Lana, latte, agnellini per la mensa
Nelle campagne del Sud Italia del Settecento le pecore erano una delle ricchezze più importanti dell’economia contadina. Fornivano tre risorse fondamentali. La lana, materia prima per i tessuti invernali della famiglia. Il latte, base dei formaggi famosi del Mezzogiorno come il pecorino, il caciocavallo, la mozzarella di pecora. La carne, soprattutto degli agnelli, tradizionalmente consumata nelle festività primaverili.
Inoltre, la transumanza era una pratica antichissima dell’allevamento meridionale. I pastori conducevano le greggi dai pascoli estivi delle montagne ai pascoli invernali delle pianure, percorrendo i grandi tratturi che attraversavano l’Appennino. Dunque ogni pecora del presepe partenopeo porta con sé questa tradizione di lavoro pastorale antichissimo, ancora oggi parzialmente sopravvissuto nelle aree interne del Sud Italia.
L’agnello come simbolo di Cristo
“Ecco l’Agnello di Dio”
La pecora porta con sé un’altra simbologia cristologica importante. Cristo stesso è chiamato Agnello di Dio (Agnus Dei) nel Vangelo di Giovanni (1,29): “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo”. Inoltre, la simbologia dell’agnello sacrificale attraversa tutta la Bibbia, dall’agnello pasquale dell’Esodo all’agnello dell’Apocalisse. Dunque la pecora del presepe non è solo l’animale del Buon Pastore, è anche, indirettamente, la prefigurazione di Cristo come vittima sacrificale. Una doppia simbologia che condensa nell’umile animale del gregge tutto l’arco della rivelazione cristiana.
Sei pezzi, infinite combinazioni
La flessibilità del set di animali singoli
Le sei pecore del set sono pezzi singoli indipendenti. A differenza delle scene complete della collezione, dove più figure sono modellate insieme nello stesso pezzo, qui ogni pecora si posiziona liberamente. Inoltre, le posizioni assortite (alcune in piedi, alcune accovacciate, alcune in atto di brucare) permettono di costruire un piccolo gregge naturale e dinamico. La varietà delle pose evita l’effetto di “schiera rigida” e dà al presepe il senso del movimento spontaneo del gregge nel pascolo.
Dove posizionare le sei pecore nel presepe
Sui pascoli, accanto ai pastori, davanti alla NativitÃ
Le pecore vanno posizionate principalmente in tre aree del presepe. Sui pascoli, idealmente in una zona di terreno verde o collinare, lontana dal centro abitato. Accanto alle figure dei pastori, in particolare il Buon Pastore, lo Zampognaro, l’Urlatore, il Dormiente (Benino). Inoltre, alcune pecore possono trovare posto direttamente davanti alla Natività , a simboleggiare il gregge che ha seguito i pastori in adorazione del Bambino. La disposizione naturale prevede di raggruppare le pecore in piccoli gruppi di 2-3 esemplari, non in fila ordinata, per riprodurre l’effetto del gregge libero al pascolo.
Domande frequenti
Qual è il significato simbolico delle pecore nel presepe?
Le pecore richiamano due grandi simbologie cristologiche. La prima è quella del Buon Pastore: Cristo si definisce nel Vangelo di Giovanni (10,11) “il buon pastore” che offre la vita per le pecore. L’immagine del Buon Pastore con la pecora sulle spalle è una delle più antiche raffigurazioni di Cristo, attestata nelle catacombe romane del II-III secolo. La seconda è quella dell’Agnello di Dio: Cristo è chiamato Agnus Dei nel Vangelo di Giovanni (1,29), prefigurazione dell’animale sacrificale.
Le pecore sono tutte uguali o in pose diverse?
Le sei pecore del set sono assortite in posizioni diverse: alcune in piedi, alcune accovacciate, alcune in atto di brucare. La varietà delle pose evita l’effetto di schiera rigida e permette di costruire un piccolo gregge naturale e dinamico, simile a quello che si osserverebbe in un pascolo reale.
Perché i pastori sono protagonisti della Natività ?
Secondo il Vangelo di Luca (2,8-14), i pastori sono i primi a ricevere l’annuncio della nascita di Cristo. Non i sapienti, non i nobili, non i sacerdoti. Gli angeli appaiono a pastori che vegliavano sul gregge, e a loro per primi annunciano la nascita del Salvatore. È un’inversione iconograficamente potente: l’umiltà del pastore viene scelta come destinatario primo della rivelazione divina.
Si abbinano alle figure dei pastori della collezione?
Sì, particolarmente al Set 24 Pastori della collezione Mini 6 SN, che include il Buon Pastore, lo Zampognaro, l’Urlatore e il Dormiente (Benino). Le sei pecore di questo set completano il gregge accanto alle figure dei pastori, ricostruendo l’intera scena dell’annuncio ai pastori del Vangelo di Luca. Inoltre, alcune pecore possono trovare posto davanti alla Natività , a simboleggiare il gregge che ha seguito i pastori in adorazione del Bambino.




