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Set Re Erode e 2 Soldati Romani Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

10.99

 

Sono i personaggi che molti presepi preferiscono lasciare fuori. Erode è la minaccia che pende sul Bambino fin dalla notte della nascita, i due soldati romani sono il potere militare che dovrà più tardi condannarlo. Aggiungerli significa restituire al presepe la sua dimensione storica e politica, oltre la lettura solo familiare e idilliaca della Natività.

  • Re Erode. Il re dei Giudei nominato da Roma, ordinatore della Strage degli Innocenti
  • Due soldati romani. Il potere militare che sorveglia la Giudea occupata
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Vesti regali, armature, dettagli storici visibili
  • Firma Martino Landi. Per chi vuole raccontare il presepe completo, non solo la parte rassicurante
Specifiche prodotto
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

I personaggi che il presepe spesso dimentica

Nella maggior parte dei presepi domestici, Erode e i soldati non ci sono. Si sceglie la Sacra Famiglia, si aggiungono i pastori, magari i Re Magi quando arriva l’Epifania, e si lascia fuori la parte scomoda della storia. Eppure il Vangelo di Matteo non lascia spazio a dubbi: la nascita di Gesù avviene sotto la sorveglianza di un re che sta già pensando come ucciderlo, dentro un territorio occupato dai Romani, in un contesto politico violento e instabile.

Re Erode e due soldati romani in PVC infrangibile, dipinti in serigrafia, stile napoletano, firma Martino Landi: tre figure che restituiscono al presepe in scala 1:32 la sua dimensione storica e politica, oltre la lettura solo familiare e idilliaca della Natività.

Chi era davvero Erode il Grande

Re dei Giudei nominato da Roma

Erode il Grande non era ebreo di nascita: era idumeo, di una famiglia convertita al giudaismo da poche generazioni. Era diventato re dei Giudei grazie all’appoggio diretto di Roma — nominato dal Senato romano nel 40 a.C. e insediato con il sostegno militare di Marco Antonio e Ottaviano. Tutto il suo potere derivava da Roma, e tutta la sua vita politica fu un equilibrio fragile tra il dovere di mantenere il favore dei Romani e quello di non perdere il consenso del popolo ebraico.

Quando i Magi, secondo il Vangelo di Matteo, gli annunciano la nascita di un “re dei Giudei”, Erode reagisce con il riflesso di un sovrano paranoico — un altro re, in un territorio che gestisce in nome di Roma, è una minaccia mortale al suo potere. La sua risposta sarà la Strage degli Innocenti: l’uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni di età, per essere sicuro di eliminare anche quel re bambino di cui non conosceva l’identità precisa.

Il ruolo dei Re Magi nella vicenda di Erode

L’incontro che innesca tutto

Il Vangelo racconta che i Magi, arrivati a Gerusalemme seguendo la stella, si recano alla corte di Erode chiedendo dove sia “il re dei Giudei appena nato”. Erode, fingendo interesse devoto, chiede loro di tornare a riferirgli dove sia il bambino “perché anch’io possa andare ad adorarlo”. I Magi visitano la Natività ma — avvertiti in sogno della minaccia — non tornano da Erode, lasciandolo all’oscuro. È questa mancata informazione che costringe Erode alla Strage degli Innocenti: non sapendo chi sia esattamente il bambino, fa uccidere tutti i possibili candidati. Posizionare nel presepe Erode con i suoi soldati significa quindi tenere presente questo intreccio narrativo, in cui il potere violento reagisce alla notizia della nascita.

I due soldati: il braccio armato del potere

L’occupazione romana che fa da sfondo a tutto

I due soldati romani che accompagnano Erode rappresentano la presenza militare di Roma in Giudea, lo stesso esercito che — trent’anni dopo, secondo il Vangelo — sarà presente alla crocifissione. La Giudea dell’epoca era infatti un territorio formalmente governato da un re vassallo (Erode appunto), ma sorvegliato di fatto dall’esercito romano, che teneva guarnigioni nelle principali città e poteva intervenire militarmente in qualsiasi momento.

La presenza dei due soldati accanto a Erode nel presepe è quindi insieme storica (mostra il contesto politico in cui avviene la nascita) e simbolica (anticipa le forze terrene che si opporranno a Cristo lungo tutta la sua vita). La scelta di metterne due, e non tre come nella variante più ampia, è coerente con un presepe domestico ben articolato ma non esagerato — il segnale del potere è chiaro senza affollare la scena.

Dove posizionare queste figure nel presepe

Lontano dalla Natività, mai vicini

Erode e i soldati non vanno mai posizionati vicino alla capanna. Nella tradizione iconografica, Erode sta nel proprio palazzo — un edificio separato, di rango regale, distinto dalle case del villaggio — e i soldati pattugliano le strade o sostano nei pressi delle porte d’accesso al paese. La distanza fisica nel presepe traduce visivamente la distanza simbolica: il potere temporale e il Bambino divino sono in due mondi opposti, anche se la storia li metterà presto in collisione. Spesso Erode è posizionato in un punto elevato del presepe, su un trono o sotto un baldacchino, mentre i soldati restano ai piedi o lungo la strada di accesso al palazzo.

Lo stile napoletano nelle figure storiche

Erode in costume regale, soldati in armatura

Erode viene rappresentato con costumi regali ricchi e ornati — manto, corona, sandali, accessori preziosi — secondo l’immaginario partenopeo del Settecento per le figure di potere orientali. I soldati indossano invece l’armatura romana di tradizione: elmo crestato, corazza, gladio, scudo rettangolare. Lo scarto visivo tra le tre figure — il re sfarzoso, i due militari rigidi nell’armatura — restituisce in piccolo il rapporto tra il potere politico vassallo e l’apparato militare dell’impero, già evidente nelle relazioni reali dell’epoca.

Domande frequenti

Erode si mette davvero nel presepe?

Sì — la tradizione presepiale lo prevede, anche se molti presepi familiari preferiscono ometterlo per semplicità o per non introdurre la figura “scomoda”. Va posizionato lontano dalla Natività, idealmente nel suo palazzo o in un’area distinta del villaggio, mai vicino alla capanna.

Cos’è la Strage degli Innocenti?

È l’episodio raccontato dal Vangelo di Matteo (2,16-18): Erode, non avendo potuto identificare con certezza il bambino di cui i Magi gli avevano parlato, ordina l’uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni di età. Giuseppe, avvertito in sogno, fugge in Egitto con Maria e Gesù — la celebre Fuga in Egitto. La Strage è commemorata dalla Chiesa Cattolica il 28 dicembre.

Perché due soldati romani nel presepe?

All’epoca della nascita di Gesù, la Giudea era territorio sotto controllo romano, governato da un re vassallo (Erode) ma sorvegliato militarmente da Roma. La presenza dei soldati nel presepe ricorda questo contesto politico: la Natività avviene in un territorio occupato, non in un’isola felice. I soldati sono gli stessi che, trent’anni dopo, saranno presenti alla crocifissione di Cristo.

Posso fare un presepe completo senza questi personaggi?

Sì, certo — molti presepi familiari classici li omettono. La loro presenza è una scelta narrativa: rende il presepe storicamente e teologicamente più completo, includendo il conflitto politico che fa da sfondo alla nascita di Gesù. È particolarmente apprezzato da chi vuole costruire un presepe ricco e fedele a tutto il racconto evangelico, non solo alla parte rassicurante.

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