Set 3 Cammelli Assortiti Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
€4.99
Tre animali singoli che insieme rappresentano la mobilità del villaggio settecentesco partenopeo. Il cammello a due gobbe arriva dall’oriente con il corteo dei Magi. Il cavallo bruno è la cavalcatura urbana e nobile. L’asino grigio è il compagno del povero, del pastore, della Fuga in Egitto. Sono i tre mezzi di trasporto vivente del presepe.
- Tre animali singoli. Cammello battriano (due gobbe), cavallo bruno, asino grigio
- Pezzi indipendenti. Ogni animale si posiziona liberamente nel presepe
- Tutti dipinti a mano. Manti, criniere e dettagli anatomici riprodotti con cura
- Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
- PVC infrangibile. Firma Martino Landi
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| Tipo di Pittura | Dipinto a mano |
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Descrizione
Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi
I tre animali del viaggio nel presepe
Il presepe partenopeo è una convergenza di viaggi. Da est arrivano i Re Magi con i loro cammelli. Dalla città passano i nobili con i loro cavalli. Dalle campagne salgono i pastori con i loro asini. Inoltre, ognuno di questi viaggi si compie con un animale specifico, scelto in base alla distanza e al ceto sociale del viaggiatore.
Tre animali singoli in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Cammello battriano, cavallo bruno e asino grigio sono modellati ognuno come pezzo indipendente, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.
Il cammello battriano: la Via della Seta nel presepe
Due gobbe, forza e resistenza al freddo
Il cammello della scena ha due gobbe. È quindi un Camelus bactrianus, il cammello battriano, originario dell’Asia Centrale. Si distingue dal dromedario (Camelus dromedarius) a una sola gobba, originario dell’Arabia e del Nord Africa. Inoltre, il battriano è più robusto, più peloso, e tollera meglio le temperature fredde dei dromedari arabi.
Storicamente il battriano era l’animale della Via della Seta, la grande rotta carovaniera che collegava l’Estremo Oriente al Mediterraneo attraverso le montagne e gli altipiani dell’Asia Centrale. La sua presenza nel presepe partenopeo è iconograficamente densa. Suggerisce un corteo dei Magi proveniente da regioni molto lontane, oltre la Persia, fino ai confini della Cina. Inoltre, dà al cammello del presepe una dimensione geografica più ampia del semplice “oriente arabo”.
Il cavallo: la cavalcatura nobile
Mobilità urbana, prestigio sociale, corteo dei Magi
Il cavallo bruno è la cavalcatura nobile per eccellenza. Nella Napoli del Settecento era l’animale dei trasporti urbani — trainava carrozze, calessi, diligenze — e segnalava il prestigio sociale del proprietario. Inoltre, possedere un cavallo era prerogativa delle classi agiate, perché richiedeva spazio per la stalla, fieno per il sostentamento, palafrenieri per la cura.
Nella tradizione presepiale partenopea il cavallo è anche una cavalcatura alternativa dei Re Magi. Nei mosaici antichi i Magi sono talvolta raffigurati a cavallo invece che sui cammelli, ognuno con un destriero di colore diverso che simboleggia un momento del giorno (notte, mezzogiorno, alba). Il cavallo bruno del set può quindi essere posizionato in scene urbane come anche in avvicinamento al corteo orientale, completando la varietà del viaggio dei Magi.
L’asino: l’animale del povero e dell’umiltà
La grotta, la Fuga, l’ingresso a Gerusalemme
L’asino grigio è iconograficamente l’animale più denso del trio. La sua simbologia attraversa tutta la vita di Cristo. Alla nascita, è accanto al bue presso la mangiatoia (Isaia 1,3 e Vangeli apocrifi). Nella Fuga in Egitto, è la cavalcatura di Maria con il Bambino in braccio (Matteo 2,13-15). Nell’ingresso a Gerusalemme della Domenica delle Palme, Cristo stesso lo cavalca per entrare in città (Matteo 21,1-11).
Nella vita quotidiana del Settecento partenopeo l’asino era invece la cavalcatura del povero. Costava poco, mangiava poco, lavorava molto. Era l’animale di chi non poteva permettersi un cavallo: contadini, pastori, viandanti, piccoli commercianti ambulanti. Inoltre, era particolarmente robusto sui sentieri ripidi e nei tratturi di montagna. L’asino del set porta dunque con sé questa doppia identità: simbolo dell’umiltà di Cristo e mezzo di trasporto della classe popolare.
La gerarchia dei tre mezzi
Tre animali, tre classi sociali, tre geografie
I tre animali del set costruiscono una piccola gerarchia sociale e geografica. Il cammello arriva da molto lontano e accompagna i Re Magi, figure di altissimo rango regale orientale. Il cavallo è la cavalcatura della nobiltà urbana e dei viaggiatori abbienti, locali ma agiati. L’asino è il compagno del popolo umile, della Sacra Famiglia stessa nella sua dimensione più povera. Insieme, dunque, i tre animali rappresentano tutto lo spettro dei viaggiatori del presepe partenopeo, dalla regalità orientale all’umiltà contadina.
Animali sciolti, posizionamento libero
Pezzi singoli, infinite combinazioni
A differenza delle scene complete della collezione, dove più figure sono modellate insieme nello stesso pezzo, gli animali di questo set sono pezzi singoli indipendenti. Ognuno si posiziona liberamente nel presepe. Inoltre, la flessibilità del set lo rende particolarmente utile per accompagnare i personaggi senza vincoli compositivi predefiniti. Il cammello può seguire la cavalcatura di un Magio, il cavallo può sostare davanti alla taverna, l’asino può accompagnare la Sacra Famiglia oppure restare nella stalla accanto alla Natività.
Dove posizionare i tre animali nel presepe
Tre luoghi diversi per tre animali diversi
Ogni animale ha una collocazione iconograficamente coerente. Il cammello va in periferia del presepe, sul sentiero del deserto in avvicinamento alla Natività, oppure dietro al corteo dei Re Magi. Il cavallo trova posto nelle aree urbane del villaggio, davanti alla taverna, sulla strada principale, oppure nei pressi delle figure dei nobili viaggiatori. L’asino sta accanto alla Natività (compagno del bue presso la mangiatoia), oppure in scene di Fuga in Egitto, oppure nei tratturi di campagna con i pastori. Inoltre, i tre animali insieme costruiscono visivamente l’estensione completa del presepe, dal deserto orientale alle campagne meridionali.
Domande frequenti
Perché il cammello ha due gobbe e non una?
Il cammello a due gobbe è il Camelus bactrianus, cammello battriano, originario dell’Asia Centrale. Si distingue dal dromedario a una gobba, originario dell’Arabia. Storicamente il battriano era l’animale della Via della Seta, la grande rotta carovaniera che collegava l’Estremo Oriente al Mediterraneo. La sua presenza nel presepe suggerisce un corteo dei Magi proveniente da regioni molto lontane, oltre la Persia, fino ai confini della Cina.
Qual è il significato simbolico dell’asino?
L’asino è iconograficamente l’animale più denso del trio. La sua simbologia attraversa tutta la vita di Cristo. Alla nascita è accanto al bue presso la mangiatoia. Nella Fuga in Egitto è la cavalcatura di Maria con il Bambino. Nell’ingresso a Gerusalemme della Domenica delle Palme, Cristo stesso lo cavalca. Inoltre, nella vita quotidiana del Settecento partenopeo era la cavalcatura del povero, simbolo di umiltà e servizio.
I tre animali sono in scala tra loro?
Sì, le proporzioni rispettano la realtà zoologica. Il cammello è il più alto (i cammelli adulti raggiungono i 2 metri al garrese), il cavallo è di altezza intermedia (circa 1,5-1,6 metri), l’asino è il più piccolo (circa 1,2 metri al garrese). Inoltre, le proporzioni si mantengono coerenti con la scala 1:32 di tutta la collezione Mini 6 SN.
Si abbinano alle figure dei Re Magi della collezione?
Sì, particolarmente al Set Re Magi su Cammello della collezione Mini 6 SN. Il cammello aggiuntivo di questo set può seguire il corteo come bestia da soma o cavalcatura di un servitore. Inoltre, il cavallo si abbina alle scene urbane del villaggio (Taverna, Maniscalco, Carrettiere). L’asino si integra perfettamente nei pressi della Natività o nelle scene di viaggio (Uomo su Asino, Cammellieri, Carretto con Asino).





