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Scena Osteria Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

11.99

L’avventore è seduto sullo sgabello, boccale alzato. L’oste in grembiule bianco si avvicina con il piatto della pietanza. In mezzo, una botte di legno fa da tavolo improvvisato. È la scena del servizio: il momento esatto in cui l’oste consegna il cibo a chi già beve. Pane e vino — le due specie dell’Eucaristia — nella loro versione popolare e quotidiana del Settecento partenopeo.

  • Scena estesa. Avventore, oste, botte-tavolo, sgabello — tutto modellato nel pezzo unico
  • Misure: 12 × 5,5 × 6 cm. Significativamente più estesa delle altre scene singole
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Firma Martino Landi
  • Versione “del servizio” dell’osteria. Distinta dalla Scena Osteria a tavola (con uomo e donna)
Specifiche prodotto
Peso005 kg
Dimensioni14 × 8 × 8 cm
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il momento del servizio

La scena coglie un istante preciso della vita dell’osteria settecentesca. L’avventore, già seduto sullo sgabello con il boccale alzato, sta ricevendo la pietanza che l’oste gli sta portando: il piatto è ancora nelle mani dell’oste, e l’avventore ha la mano sinistra tesa in avanti — un secondo dopo, il piatto sarà appoggiato sulla botte che funge da tavolo. È il momento del servizio, lo scambio tra chi prepara e chi consuma, l’incrocio tra il lavoro della taverna e il piacere del banchetto.

Una scena estesa in PVC infrangibile, firma Martino Landi: oste con piatto, avventore con boccale alzato, botte come tavolo, sgabello e base scenografica integrata, tutto modellato come pezzo unico nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

L’oste in scena: la figura dell’osteria al lavoro

Cappello bianco, grembiule, piatto in mano

L’oste è la figura attraverso cui il presepe napoletano fonde sacro e profano. Nella simbologia partenopea l’oste rappresenta direttamente l’Eucaristia — il vino che serve nella taverna richiama il sangue di Cristo, e il pane che porta ai clienti richiama il corpo di Cristo. È una delle figure più dense del villaggio settecentesco, perché contiene dentro la propria attività quotidiana — il servire da mangiare e da bere — il gesto fondante del sacramento eucaristico.

Nella collezione Mini 6 SN, la figura dell’oste esiste anche come statuina singola (nel Set 6 Soggetti Napoletani). Qui invece è colta nel momento dell’azione — l’oste non in posa generica ma colto mentre serve realmente un cliente. È la versione “in movimento” della stessa figura, che porta nel presepe la scena del servizio invece che il ritratto del mestiere.

L’avventore con il boccale alzato

Il gesto del bevitore, eco dell’Eucaristia

L’avventore seduto sullo sgabello — camicia a righe rosse, gilet, calzoni verdi, berretto rosso — solleva il boccale nella mano destra. È un gesto colto nel suo momento esatto: il brindisi, il sorso, oppure la richiesta di un altro giro. Nel codice della tradizione partenopea, il bevitore richiama direttamente la simbologia eucaristica del vino: ogni boccale alzato nell’osteria è una piccola eco del calice consacrato della Messa. Quando l’avventore beve, ripete senza saperlo il gesto che Cristo aveva istituito nell’Ultima Cena.

Pane e vino insieme: l’Eucaristia completa

Le due specie del sacramento, in versione popolare

La scena ha un’unicità rispetto ad altre composizioni della collezione: contiene insieme entrambe le specie eucaristiche. Il vino — nel boccale dell’avventore e nella botte tra i due personaggi. Il pane — nella pietanza che l’oste sta servendo. Il pane condito, il pane della tavola, qualunque sia la forma esatta del piatto, richiama nel codice partenopeo il pane spezzato che Cristo distribuisce nell’Ultima Cena. La compresenza di pane e vino nella stessa scena, nello stesso momento, è uno dei dettagli più sofisticati del presepe napoletano: il sacramento eucaristico mostrato in piccolo, in versione popolare e quotidiana, dentro un’osteria del villaggio.

La botte come tavolo: arredo della taverna popolare

L’oggetto che condensa tre simbologie

Tra i due personaggi c’è una botte di legno scuro con i caratteristici cerchi metallici e le doghe verticali. È usata come tavolo improvvisato — pratica tipica delle taverne più popolari della Napoli del Settecento, dove l’arredo seguiva la disponibilità e il vino veniva mescato direttamente dalla botte, che restava in mezzo agli avventori. Iconograficamente la botte porta nella scena tre simbologie sovrapposte: è contenitore di vino (sangue di Cristo), è arredo della taverna (sacro nascosto nel profano), ed è anche superficie di condivisione (il “tavolo” attorno a cui si fa comunità). Tre livelli in un singolo oggetto.

La differenza con l’altra Scena Osteria

Due composizioni iconograficamente distinte

Nella collezione Mini 6 SN sono disponibili due scene d’osteria che possono coesistere nello stesso presepe perché raffigurano momenti diversi. La Scena Osteria “a tavola” (7,9 × 2,7 × 5 cm, €8,99) raffigura due avventori — un uomo e una donna — seduti al tavolo, in un momento di convivialità ferma. Questa scena (12 × 5,5 × 6 cm, €11,99) raffigura invece il momento del servizio: l’oste con il piatto della pietanza, l’avventore che brinda. Le due scene sono complementari e nei presepi più articolati possono essere posizionate entrambe — la prima raffigura il pasto già in corso, la seconda l’arrivo del cibo al tavolo.

Dove posizionare la scena nel presepe

Davanti alla taverna, all’aperto

A differenza della scena dell’osteria con uomo e donna a tavola — che va idealmente posizionata all’interno della locanda — questa scena raffigura un momento di servizio all’aperto, davanti alla bottega o sotto un’arcata. Va quindi collocata in uno spazio aperto del villaggio, magari accanto a un’osteria con la porta aperta, in modo che l’oste sembri uscire dalla bottega per servire l’avventore seduto sullo sgabello. È una scena di transito, di passaggio, di vita di strada — esattamente come succedeva nella Napoli del Settecento, dove molte taverne servivano anche all’esterno, su panche e sgabelli posati direttamente sul selciato della strada.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra questa Scena Osteria e quella più piccola?

Le due scene raffigurano due momenti diversi della vita dell’osteria settecentesca napoletana. La Scena Osteria “a tavola” (7,9 × 2,7 × 5 cm, €8,99) mostra due avventori — un uomo e una donna — seduti al tavolo in un momento di convivialità ferma. Questa scena più estesa (12 × 5,5 × 6 cm, €11,99) mostra invece il momento del servizio: l’oste che porta la pietanza, e l’avventore seduto sullo sgabello con il boccale alzato. Possono coesistere nello stesso presepe.

Cosa rappresenta simbolicamente l’oste nel presepe?

L’oste è la figura attraverso cui il presepe napoletano fonde sacro e profano. Il vino che serve nella taverna simboleggia direttamente l’Eucaristia (sangue di Cristo), e il pane che porta ai clienti richiama il corpo di Cristo. È una delle figure più dense del villaggio settecentesco partenopeo, perché contiene dentro la propria attività quotidiana il gesto fondante del sacramento eucaristico.

Perché la botte è usata come tavolo?

Era una pratica tipica delle taverne popolari napoletane del Settecento. La botte conteneva il vino e veniva lasciata al centro del locale; gli avventori la usavano come superficie d’appoggio improvvisata. Iconograficamente porta nella scena tre simbologie sovrapposte: contenitore di vino (sangue di Cristo), arredo della taverna (sacro nascosto nel profano), superficie di condivisione (il tavolo della comunità).

Quali sono le misure precise della scena?

La scena misura 12 cm in lunghezza, 5,5 cm in larghezza e 6 cm in altezza. È significativamente più estesa rispetto alle altre scene singole della collezione (Castagnara, Boscaioli, Musicanti, Osteria a tavola), perché contiene due figure umane in piedi e seduta più la botte e lo sgabello, su una base scenografica ampia.

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