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Scena Carrettiere Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

13.93

Il carretto è carico di legna tagliata. Il cavallo bruno traina il carico sulla strada lastricata del villaggio. Il carrettiere tiene le briglie con calma, il cappello a tesa larga lo protegge dal sole. Accanto, un cagnolino marrone lo accompagna fedele. È la scena del trasporto quotidiano partenopeo, e racconta la filiera del combustibile che arriva ai forni e alle taverne del villaggio.

  • Scena completa con base in pietra basolata. Carrettiere, cavallo, carretto carico di legna e cane modellati nel pezzo unico
  • Carretto con ruota rossa e cassone in legno. Dettaglio dell’artigianato carraio settecentesco partenopeo
  • Tecnica mista. Cavallo e cane dipinti a mano, figura umana in serigrafia
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile. Firma Martino Landi, registrata presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Specifiche prodotto
Peso0084 kg
Dimensioni20 × 7 × 10 cm
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il trasporto quotidiano del villaggio partenopeo

La scena è semplice ma raccontata con precisione. Il carrettiere conduce il proprio cavallo lungo la strada lastricata. Sul carretto, una catasta di ceppi tagliati. È il momento esatto in cui la legna del bosco entra finalmente in città.

Una scena completa in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Carrettiere, cavallo, carretto carico di legna, cagnolino e base in pietra basolata sono modellati come pezzo unico, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

La filiera del combustibile, dal bosco al forno

Una catena che attraversa più scene del presepe

Il presepe partenopeo conserva un’altra filiera oltre a quella eucaristica del pane. È la filiera del combustibile: il legno che alimenta i fuochi del villaggio. Tutto inizia con i boscaioli, che abbattono e tagliano gli alberi nel bosco. Poi entra in scena il carrettiere, che carica i ceppi sul proprio mezzo e li porta in città.

A destinazione, la legna serve a tre luoghi essenziali del villaggio. Al forno, per cuocere il pane quotidiano. Alla taverna, per scaldare gli avventori in inverno. Alle case private, per il fuoco del focolare domestico. Iconograficamente, dunque, il carrettiere è il nodo logistico che connette il bosco al villaggio. Senza il suo lavoro silenzioso, il forno resterebbe spento e l’Eucaristia del pane non potrebbe compiersi.

Il carretto a ruota rossa

Un mezzo di trasporto del popolo partenopeo

Il carretto era nel Settecento il principale mezzo di trasporto popolare. Lo usavano contadini, artigiani, venditori ambulanti, trasportatori. La sua struttura era semplice: due grandi ruote in legno, un cassone aperto per il carico, due stanghe per attaccare l’animale da tiro. La ruota rossa visibile nella scena è un dettaglio caratteristico dell’artigianato carraio meridionale.

I carradori del Sud Italia tradizionalmente dipingevano alcune parti dei carretti in colori vivaci. Il rosso era il colore preferito, perché si pensava portasse fortuna. Inoltre, segnalava il mezzo da lontano sulle strade polverose. Questa tradizione raggiunse il suo apice in Sicilia, dove il carretto siciliano dipinto divenne un’icona artistica. Tuttavia, già nel Settecento partenopeo i carradori amavano colorare le ruote in rosso vivo.

Il carrettiere: un mestiere di strada

Una figura del transito quotidiano

Il carrettiere indossa il cappello a tesa larga che lo protegge dal sole nelle lunghe ore di lavoro all’aperto. La giacca rossa è quella della classe popolare del Settecento partenopeo, e i calzoni azzurri completano il guardaroba del lavoratore urbano. Tiene il cavallo per le briglie con il gesto calmo di chi conosce bene l’animale. Inoltre, il rapporto tra carrettiere e cavallo era una relazione di lavoro quotidiana, costruita su anni di abitudini condivise.

Il cane: compagnia e protezione

L’unico animale “non lavorativo” del presepe

Accanto al carrettiere cammina un piccolo cane marrone dal pelo arruffato. È un dettaglio non scontato del presepe partenopeo. Infatti, a differenza di tutti gli altri animali del presepe — pecore, buoi, cammelli, cavalli, asini, tutti animali del lavoro o del corteo orientale — il cane è l’unico vero “animale domestico” del villaggio. Iconograficamente rappresenta tre cose: fedeltà (segue il padrone senza chiedere nulla), protezione (difende il carico dai briganti) e affetto disinteressato. La sua presenza umanizza la scena del trasporto.

La pietra basolata: la strada di Napoli

La pavimentazione settecentesca partenopea

La base scenografica della scena riproduce la pietra basolata. Si tratta della pavimentazione tipica delle strade napoletane fino al XIX secolo, fatta di pietre arrotondate compattate sulla terra. Ancora oggi questa pavimentazione è visibile in molti vicoli del centro storico di Napoli. Il dettaglio dice una cosa precisa: questa scena avviene in città, non in campagna. Inoltre, conferma la collocazione urbana della filiera del combustibile — la legna arriva dove serve, cioè nel centro abitato.

Dove posizionare la scena nel presepe

Su una via di passaggio del villaggio

La scena del carrettiere va posizionata su una via di passaggio del villaggio, idealmente in direzione del forno o della taverna. In altre parole, deve sembrare che il carrettiere stia consegnando la legna a destinazione. Funziona molto bene anche all’imbocco del villaggio, come se il carico stesse appena arrivando dal bosco. Inoltre, la scena dialoga visivamente con la scena dei Boscaioli (se presente nel tuo presepe). Le due insieme raccontano la filiera completa: il bosco, il taglio, il trasporto, la destinazione finale.

Domande frequenti

Cosa rappresenta il carrettiere nel presepe?

Il carrettiere è il nodo logistico del villaggio. Trasporta la legna dal bosco al centro abitato, dove serve al forno, alla taverna e alle case. Iconograficamente è il punto centrale della filiera del combustibile, che inizia con i boscaioli e arriva fino al fuoco del focolare domestico. Senza il suo lavoro silenzioso, il forno resterebbe spento.

Perché la ruota del carretto è rossa?

È un dettaglio caratteristico dell’artigianato carraio meridionale. I carradori del Sud Italia dipingevano tradizionalmente alcune parti dei carretti in colori vivaci. Il rosso era il colore preferito per due ragioni: si pensava portasse fortuna, e segnalava il mezzo da lontano sulle strade polverose. Questa tradizione raggiunse il suo apice in Sicilia, ma già nel Settecento partenopeo i carradori amavano colorare le ruote in rosso vivo.

Cos’è la pietra basolata della base?

È la pavimentazione tipica delle strade napoletane fino al XIX secolo. Era fatta di pietre arrotondate compattate sulla terra. Ancora oggi questa pavimentazione si vede in molti vicoli del centro storico di Napoli. La sua presenza nella scena conferma l’ambientazione urbana: il carrettiere sta attraversando la città, non la campagna.

La scena si abbina ad altri prodotti della collezione?

Sì, soprattutto alla Scena Boscaioli (anch’essa della collezione Mini 6 SN). Le due insieme raccontano la filiera del combustibile in due momenti consecutivi: prima il taglio dell’albero nel bosco, poi il trasporto verso il villaggio. Inoltre, la scena dialoga con il Forno e con la Taverna del Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani, che sono le due destinazioni principali della legna trasportata.

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