Set Re Magi Micro 3.5 per Presepi in Scala 1:50
€5.99
Tre figure che arrivano dopo gli altri — il giovane, l’adulto, l’anziano — portando oro, incenso e mirra a un bambino nato in una stalla. È la scena che chiude il presepe il 6 gennaio, e non a caso è quella che ogni bambino ricorda per primo. Aggiungerli alla scena della Natività è il gesto che la rende completa.
- Tre figure separate. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ciascuno con il proprio dono
- Altezza 3,5 cm. Ideali per sfere di vetro, scatole decorative e dioramı in scala 1:50
- Stile napoletano. Vesti orientaleggianti riconoscibili anche a questa dimensione, firma Martino Landi
- PVC infrangibile. Tollera la manipolazione tipica delle composizioni a mano
- Da abbinare ai cammelli. Set 3 Cammelli Micro 3.5 disponibile separatamente per completare il corteo
| Peso | 00099 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 8 × 7 × 3 cm |
| Unità di vendita | |
| Forme e Soggetti | |
| Stile | |
| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
| Larghezza | |
| Altezza | |
| Profondità | |
| Peso kg | |
| Materiale | |
| Proporzione |
Descrizione
Statuine Presepe 3,5 cm · Scala 1:50 · Firma Martino Landi
I tre che arrivano dopo tutti
Nel presepe della tradizione, i Re Magi non si mettono insieme alla Natività . Si posizionano lontano, all’inizio del percorso, e si avvicinano un poco ogni giorno fino al 6 gennaio — l’Epifania — quando finalmente arrivano davanti al Bambino. È uno dei pochi gesti del presepe che si fa nel tempo, non in un’unica volta: i Re Magi camminano per dodici giorni, anche se sono di plastica.
Tre figure separate in PVC infrangibile, dipinte in serigrafia, firma Martino Landi: il corteo dei Magi in scala 1:50, da abbinare alla Sacra Famiglia per chi vuole completare la scena con la tradizione dell’arrivo a tappe.
Chi sono Gaspare, Melchiorre e Baldassarre
Tre figure, tre età , tre doni
Il Vangelo di Matteo non dice né quanti fossero né i loro nomi — parla genericamente di “Magi venuti dall’Oriente”. Il numero tre e i nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre arrivano molto più tardi, nella tradizione medievale, insieme alla loro identificazione come Re. Originariamente i “Magi” erano sapienti, astronomi, studiosi delle stelle — persone che avevano letto i segni del cielo e si erano messe in cammino seguendoli.
La tradizione iconografica li rappresenta in tre età diverse della vita — un giovane, un adulto, un anziano — e provenienti da tre continenti diversi, Europa, Asia e Africa, per simboleggiare l’universalità della scena: il Bambino nato a Betlemme è atteso da tutti i popoli del mondo, non da uno solo.
Cosa significano i loro doni
Oro, incenso, mirra
Ognuno dei tre doni racconta un aspetto della figura del Bambino secondo la lettura cristiana. L’oro è il dono che si fa ai re, e riconosce la regalità di Cristo. L’incenso è ciò che si bruciava nei templi davanti a Dio, e ne riconosce la natura divina. La mirra era usata per imbalsamare i defunti, e prefigura la passione e la morte di Cristo. Tre doni, tre dimensioni del personaggio: re, dio, uomo destinato a morire. È uno dei dettagli più densi di simbolismo dell’intera scena del presepe.
Dove finiscono davvero queste figure
La destinazione reale della scala micro
Come tutti i set in scala 1:50, anche i Re Magi sono pensati per stare dentro un’altra cosa più che per popolare un presepe da tavolo: dentro una sfera di vetro decorativa, dentro una scatola natalizia regalo (specialmente quelle a tema Epifania, da donare il 5 gennaio), dentro un diorama, dentro una composizione fai-da-te. La presenza dei tre Re cambia il senso della scena — non è più la Natività appena avvenuta, è il momento dell’Epifania, della rivelazione del Bambino al mondo intero.
Lo stile napoletano e le vesti orientaleggianti
Anche a questa dimensione
Nella tradizione del presepe partenopeo, i Re Magi sono sempre rappresentati con vesti elaborate dai colori vivaci — turbanti, mantelli a strati, accessori dorati — che li distinguono nettamente dai pastori del villaggio. La firma Martino Landi conserva questa identità stilistica anche nella scala 1:50: le vesti restano riconoscibili come orientali, i Re leggibili come figure diverse dal resto del corteo umano, anche se ridotti a poco più di tre centimetri di altezza.
Domande frequenti
Quando si mettono i Re Magi nel presepe?
Nella tradizione classica, i Re Magi si posizionano lontano dalla Natività il giorno dell’allestimento del presepe e si avvicinano un poco ogni giorno, fino ad arrivare davanti al Bambino il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. È una delle poche tradizioni presepiali che si gioca nel tempo, non in un unico momento.
I Re Magi sono davvero tre? E si chiamano davvero Gaspare, Melchiorre e Baldassarre?
Il Vangelo non specifica né il numero né i nomi: parla genericamente di “Magi venuti dall’Oriente”. Il numero tre, i tre nomi e la loro identificazione come “Re” sono aggiunte della tradizione medievale, derivate dai tre doni menzionati (oro, incenso e mirra) — uno per ciascun donatore.
C’è un set con i Re Magi già sui cammelli?
Sì — sul sito è disponibile il Set Re Magi su Cammello Micro 3.5 in scala 1:50, dove ogni Re è già rappresentato in groppa al suo cammello come una singola figura unita. Questo set, invece, propone i tre Re a piedi: ideale per chi vuole comporre liberamente la scena, abbinandoli ai cammelli del Set 3 Cammelli disponibile separatamente.
Perché i Re Magi sono rappresentati di età e provenienze diverse?
La tradizione iconografica medievale li raffigura come un giovane, un adulto e un anziano, e originari di Europa, Asia e Africa, per simboleggiare l’universalità della scena della Natività : il Bambino è atteso e riconosciuto da tutte le età della vita umana e da tutti i popoli del mondo.





