



Giocatori di Carte Compact 8 per Presepi in Scala 1:22
Due uomini seduti su botti, una terza botte tra loro come tavolo, carte sparse sopra. La scena della sera all'osteria del villaggio — presente nel presepe napoletano da tre secoli, scena canonica dei grandi presepi museali di San Martino e della Reggia di Caserta. Composizione scenografica premium dipinta a mano una per una. Scolpita da Martino Landi e prodotta interamente in Italia da Moranduzzo®.
- Scena a due giocatori con tre botti. Due uomini seduti su botti di legno, una terza botte al centro usata come tavolo da gioco con carte sparse — tutto su base ambientata unica di 7,3 cm.
- Dipinta a mano una per una. Decorata da un artigiano decoratore — piccole variazioni cromatiche rendono ogni esemplare unico.
- Scultura d'autore. Modello originale di Martino Landi, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
- Si abbina a tutta la Linea Compact 8. Scala 1:22, altezza 8 cm — perfettamente coerente con Natività, Re Magi e altri set della stessa Linea.
- Made in Italy. Scena prodotta interamente in Italia da Moranduzzo®, prima fabbrica italiana di decorazioni natalizie dal 1946.
Consegna stimata in 1–2 giorni lavorativi
Il racconto
La scena della sera all’osteria
Nel Settecento napoletano il gioco delle carte non era considerato un vizio. Era la forma più comune di socialità della sera, quella che dopo cena raccoglieva gli uomini del villaggio in piccoli gruppi silenziosi. Si giocava a briscola, a tressette, a scopa, a scopone — i giochi popolari italiani più antichi, che in molte varianti sopravvivono ancora oggi nei bar dei paesi. Ci si giocava per pochi soldi, o solo per il piacere della partita, o per pagare da bere al vincitore. Il tavolo era spesso una botte di legno rovesciata — le taverne di allora avevano poco arredamento, e le botti servivano da sedie, da tavoli, da appoggi per la fiasca.
Nel presepe napoletano la scena dei Giocatori di Carte è presente da tre secoli. È una scena canonica documentata in tutti i grandi presepi museali storici — il Presepe Cuciniello a San Martino a Napoli, il Presepe di Corte alla Reggia di Caserta, le collezioni private del Settecento. I presepisti partenopei l’hanno portata dentro il presepe non come elemento di scandalo ma come rappresentazione fedele della vita del villaggio: la sera si giocava a carte, e nulla di ciò che era vero nella vita reale del popolo doveva essere escluso dalla scena della Natività.
Una scena intera, non due statuine
Due giocatori e tre botti su base unica
Come per le altre composizioni premium del Compact 8, questa scena è scolpita su base ambientata unica di 7,3 cm. Non due statuine separate ma un vero piccolo diorama — due figure sedute in dialogo, tre botti che costruiscono l’arredamento della taverna, le carte sparse tra loro. Landi ha organizzato la composizione come una fotografia narrativa colta nel momento centrale della partita: uno dei due sta appoggiando una carta sul tavolo, l’altro studia la propria mano concentrato, ed è quel silenzio del gioco che riempie la scena.
Il giocatore di sinistra
Concentrato sulla mano
Il giocatore seduto a sinistra è colto nel momento della riflessione. Porta un cappello marrone a tesa larga, una giacca marrone-rossastra sopra la camicia rossa, pantaloni blu e stivaletti. Il volto è girato leggermente verso il basso, gli occhi puntati sulle carte da gioco che tiene strette in mano — l’espressione classica del giocatore che sta calcolando la mossa successiva. La postura è concentrata ma rilassata, quella di chi sa che ha tempo per pensare.
Il giocatore di destra
Nel momento della mossa
Il giocatore seduto a destra è colto nel gesto della mossa. Porta un berretto rosso morbido, una camicia bianca sotto un gilet marrone chiaro, pantaloni rossi. Tiene la propria mano di carte con una mano; con l’altra sta appoggiando qualcosa sulla botte centrale — una carta giocata, forse una moneta puntata. Il volto è girato verso l’avversario, in atteggiamento di chi sta dichiarando la mossa. La coppia di posture — uno che pensa, l’altro che agisce — costruisce visivamente la dinamica alternata del gioco delle carte a due.
Le tre botti come arredamento della taverna
Un dettaglio storico preciso
Le tre botti scolpite in questa scena non sono un dettaglio decorativo generico. Nelle taverne del Settecento le botti di legno che contenevano il vino, una volta svuotate, venivano riutilizzate come arredamento di fortuna — sedie improvvisate, tavoli, mobili di appoggio. Era un uso pratico e diffusissimo, documentato nella pittura di genere dell’epoca. Landi scolpisce le due sedie e il tavolo dei Giocatori tutti come botti, coerente con la scena reale che si vede nei presepi napoletani storici. Sopra la botte centrale, usata come tavolo, sono scolpite le carte da gioco sparse — dettaglio in miniatura che completa la scena.
Il valore della pittura a mano
Ogni scena è unica
La scena appartiene alla linea premium del Compact 8 — dipinta a mano da un artigiano decoratore, una per una, dopo lo stampaggio. Con due figure vestite di colori diversi da rendere singolarmente, e soprattutto con le tre botti di legno che richiedono ognuna una decorazione manuale delle venature, ogni scena porta la firma cromatica del decoratore che l’ha lavorata. Non ci sono due Scene Giocatori di Carte identiche — le sfumature del legno delle botti, l’intensità dei vestiti dei giocatori, i particolari cromatici delle carte da gioco variano lievemente da un esemplare all’altro.
Dove va nel presepe
All’osteria del villaggio
I Giocatori di Carte vanno posizionati nella zona della taverna del villaggio del presepe, idealmente accanto alla Scena Oste e Cantastorie del Set Premium — le due scene insieme costruiscono l’intero interno dell’osteria: il banco del vino, la musica popolare, il tavolo del gioco. In alternativa la scena funziona anche da sola come piccola vignetta di taverna a cielo aperto. La base di 7,3 cm non richiede grande spazio, quindi si adatta bene anche a presepi di dimensioni contenute. L’orientamento corretto la vede leggermente girata di lato, non frontale, così da valorizzare la reciprocità dei due giocatori invece che presentarli come due statue affiancate.
Compatibilità nella Linea Compact 8
Tutta la scala 1:22
La scena si abbina a tutta la Linea Compact 8 Landi®. La scala 1:22 e le proporzioni delle figure — sedute su botti, quindi con altezza scolpita coerente con l’altezza degli altri personaggi in piedi della Linea — garantiscono compatibilità dimensionale con il Set Natività, i due Set Re Magi, il Set Re Erode con i Soldati Romani, gli altri pastori e mestieri della stessa Linea. I Giocatori di Carte fanno parte del Set Giocatori di Carte, Oste e Cantastorie Compact 8 Premium (insieme alla Scena Oste e Cantastorie); l’acquisto della sola scena è la scelta per chi ha già l’Oste e Cantastorie o per chi vuole popolare solo il tavolo da gioco della taverna del proprio presepe.
Domande frequenti
Sì, ed è una scena canonica del presepe napoletano da tre secoli. È presente in tutti i grandi presepi museali storici — il Presepe Cuciniello a San Martino a Napoli, il Presepe di Corte alla Reggia di Caserta. Nel presepe partenopeo il gioco delle carte non ha valenza morale negativa: rappresenta la socialità popolare della sera, quando gli uomini del villaggio si riunivano in piccoli gruppi silenziosi attorno a un tavolo. Fa parte della vita reale del villaggio che il presepe accoglie senza gerarchie tra sacro e profano.
Perché nelle taverne del Settecento era la pratica reale. Le botti di legno che contenevano il vino, una volta svuotate, venivano riutilizzate come arredamento di fortuna — sedie improvvisate, tavoli, mobili di appoggio. Un uso pratico e diffusissimo, documentato nella pittura di genere dell’epoca. Landi scolpisce fedelmente questa scena come si vedeva davvero nei presepi napoletani storici.
Sì, fa parte del Set Giocatori di Carte, Oste e Cantastorie Compact 8 Premium (insieme alla Scena Oste e Cantastorie). L’acquisto della sola scena è la scelta per chi ha già l’Oste e Cantastorie o per chi vuole popolare solo il tavolo da gioco della taverna del proprio presepe.