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Scena Pozzo Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

16.85

Al centro della scena, il pozzo in muratura con la carrucola di legno e il secchio sospeso. Da un lato, una giovane donna con velo solleva l’anfora di terracotta; le sta accanto un bambino piccolo in tunica rossa. Dall’altro lato, un uomo conduce il cavallo con un giovane in groppa fino al pozzo. È la scena del punto di incontro del villaggio, e contiene l’iconografia dell’Annunciazione “alla fontana” del Protovangelo di Giacomo.

  • Scena estesa con architettura del pozzo. Pozzo a carrucola in pietra, quattro figure umane e cavallo modellati nel pezzo unico
  • Iconografia mariana. Donna con anfora e bambino al pozzo = Annunciazione apocrifa
  • Tecnica mista. Cavallo dipinto a mano, figure umane in serigrafia
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile. Firma Martino Landi, registrata presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Specifiche prodotto
Peso0075 kg
Dimensioni20 × 7 × 10 cm
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il punto di incontro del villaggio

Nel villaggio settecentesco il pozzo era molto più di una fonte d’acqua. Era il luogo dell’incontro quotidiano. Le donne ci andavano al mattino per attingere acqua. Gli uomini ci portavano gli animali a bere. I bambini ci giocavano attorno. Inoltre, era il punto fisico in cui tutta la comunità si ritrovava ogni giorno.

Una scena estesa in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Pozzo a carrucola in pietra, donna con anfora, bambino in tunica rossa, uomo con cavallo e giovane in groppa sono modellati come pezzo unico, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

Il pozzo a carrucola

Una tecnologia idraulica antica e raffinata

Il pozzo riprodotto nella scena è del tipo a carrucola. Una piccola ruota di legno è sospesa sopra il pozzo, montata su una struttura a portale formata da pali. Attorno alla carrucola passa una corda con il secchio attaccato. Tirando la corda, il secchio scende nel pozzo e poi risale pieno d’acqua. Inoltre, la presenza della carrucola riduce molto lo sforzo necessario.

Questo sistema è una tecnologia antica e raffinata. Risale al mondo greco e romano. Ancora oggi questa configurazione è visibile in molte case di campagna del Sud Italia. Il pozzo a carrucola era considerato più “civile” rispetto al pozzo a stanga (lo shaduf egizio), perché permetteva di attingere acqua con un movimento più controllato. La sua presenza nel presepe partenopeo dunque indica un villaggio relativamente prospero.

L’iconografia mariana dell’Annunciazione “alla fontana”

Il Protovangelo di Giacomo e la donna al pozzo

La donna con anfora e bambino accanto al pozzo è una citazione iconografica precisa. Richiama l’Annunciazione apocrifa secondo il Protovangelo di Giacomo, testo cristiano del II secolo. Il Protovangelo racconta che l’arcangelo Gabriele apparve per la prima volta a Maria mentre era andata ad attingere acqua alla fontana di Nazareth. Inoltre, solo dopo questa prima apparizione “alla fontana” Maria ricevette il pieno annuncio della maternità divina in casa.

Diverse iconografie mariane antiche rappresentano l’Annunciazione proprio “alla fontana”. I mosaici bizantini di Daphni in Grecia, le miniature medievali, i cicli pittorici dell’arte cristiana orientale. Il presepe partenopeo conserva questa tradizione. La donna con velo bianco, anfora di terracotta e bambino accanto al pozzo non è quindi solo una contadina che attinge acqua. È invece un’eco discreta di Maria a Nazareth, alla vigilia dell’Annunciazione che cambierà la storia.

Il viaggiatore al pozzo

Una scena evangelica frequente

Sull’altro lato del pozzo, un uomo conduce il cavallo per le briglie. In groppa è seduto un giovane con camicia chiara e calzoni rossi. Anche questa è un’iconografia evangelica frequente. Il pozzo era infatti il luogo di sosta dei viaggiatori che attraversavano la regione, sia per bere personalmente che per abbeverare le bestie. Inoltre, il Vangelo di Giovanni (capitolo 4) racconta l’episodio di Cristo che incontra la Samaritana al pozzo di Sicar, una delle scene evangeliche più importanti della tradizione cristiana. Il “viaggiatore al pozzo” del presepe partenopeo richiama dunque questa scena, attraverso il filtro della scena quotidiana del Settecento.

L’acqua come simbolo

Dal pozzo al battesimo

Nel codice della tradizione cristiana l’acqua è uno dei simboli più importanti. Rappresenta la vita, la rinascita, il battesimo. Cristo stesso si definirà “acqua viva” parlando con la Samaritana al pozzo (Giovanni 4,10). Il pozzo nel presepe partenopeo porta dunque con sé tutta questa stratificazione simbolica. È l’acqua del battesimo prima del battesimo, la sostanza che custodisce in sé la promessa della vita nuova. Inoltre, la presenza dell’acqua nel cuore del villaggio è un segno di benedizione: senza acqua il villaggio morirebbe.

L’anfora di terracotta

Un oggetto antichissimo nelle mani della donna

L’anfora che la donna porta sulla spalla è un oggetto antichissimo. Il contenitore in terracotta cotta è la modalità tradizionale di trasporto dell’acqua nel mondo mediterraneo, attestata sin dall’epoca preistorica. Le forme dell’anfora variavano per regione e per uso, ma il principio era sempre lo stesso. La porosità della terracotta manteneva l’acqua fresca anche nei giorni più caldi. Inoltre, le donne del Sud Italia continuarono a usare anfore di terracotta per attingere acqua dal pozzo fino al pieno XX secolo, prima dell’arrivo dell’acqua corrente nelle case.

Dove posizionare la scena nel presepe

Al centro del villaggio, sulla piazza

Il pozzo va posizionato al centro del villaggio, idealmente in piazza, in un punto da cui le altre figure possono “convergere”. È il fulcro visivo dell’area abitata, e gli altri personaggi del presepe — donne con cesti, viandanti, contadini — si dispongono attorno come accadeva nella realtà. Funziona molto bene posizionarlo vicino alle architetture maggiori (forno, taverna), in modo che si crei un piccolo nucleo urbano dove la vita del villaggio è più intensa. Inoltre, la presenza dell’iconografia mariana della donna alla fontana suggerisce di lasciare uno spazio visivo che permetta di “leggere” la scena con calma.

Domande frequenti

Cosa rappresenta la donna con anfora e bambino al pozzo?

È una citazione iconografica dell’Annunciazione “alla fontana” secondo il Protovangelo di Giacomo, testo cristiano del II secolo. Il Protovangelo racconta che l’arcangelo Gabriele apparve per la prima volta a Maria mentre era andata ad attingere acqua alla fontana di Nazareth. Il presepe partenopeo conserva questa tradizione iconografica: la donna con velo, anfora e bambino accanto al pozzo è un’eco discreta di Maria.

Cos’è il pozzo a carrucola della scena?

È un sistema di sollevamento dell’acqua antico e raffinato. Una piccola ruota di legno è sospesa sopra il pozzo, montata su una struttura a portale. Attorno alla carrucola passa una corda con il secchio attaccato. Tirando la corda, il secchio scende nel pozzo e poi risale pieno d’acqua. La carrucola riduce molto lo sforzo necessario rispetto al sollevamento diretto.

Chi è l’uomo con il cavallo dall’altro lato del pozzo?

È un viaggiatore che si ferma al pozzo per abbeverare il proprio cavallo, su cui è seduto un giovane. Iconograficamente richiama una scena evangelica frequente: il Vangelo di Giovanni (capitolo 4) racconta l’episodio di Cristo che incontra la Samaritana al pozzo di Sicar. Il pozzo era infatti il luogo di sosta dei viaggiatori, e il presepe partenopeo conserva questa funzione narrativa.

Perché il pozzo è importante nel presepe?

Il pozzo era il punto di incontro quotidiano del villaggio. Le donne ci andavano al mattino per attingere acqua, gli uomini ci portavano gli animali a bere, i bambini ci giocavano attorno. Sul piano simbolico, l’acqua è uno dei simboli cristiani più importanti: rappresenta la vita, la rinascita, il battesimo. La presenza dell’acqua nel cuore del villaggio è inoltre un segno di benedizione.

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