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Set 4 gruppi soggetti napoletani in scatola cm 6

73.76

Il livello compositivo più alto della collezione Mini 6 SN. Quattro scene che non sono più base scenografica più figure, ma vere architetture: il forno a legna con la fornaia e la portatrice di pane, la taverna completa con la scritta TABERNA, il banco esteso della salumeria con salami appesi e forme di cacio, il mercato del fruttivendolo all’aperto sotto l’albero. È il villaggio settecentesco partenopeo condensato nei suoi quattro luoghi del cibo.

  • Quattro gruppi con architetture vere. Salumeria, Forno a legna, Banco del Fruttivendolo, Taverna
  • Edifici 3D completi. Forno e Taverna sono strutture in muratura riprodotte fedelmente, non semplici basi
  • Tecnica mista. Architetture e oggetti dipinti a mano, figure umane in serigrafia
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • Versione premium delle scene del villaggio. Firma Martino Landi
Specifiche prodotto
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

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Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Il villaggio costruito, non solo abitato

Le scene singole della collezione Mini 6 SN raffigurano persone su una base scenografica. Questo set fa un passo ulteriore: raffigura il villaggio stesso, con le sue architetture, i suoi edifici, le sue strutture commerciali. Il forno a legna ha quattro pareti in muratura, un tetto vero con tegole, una bocca arcuata da cui esce la pala della fornaia. La taverna ha la scritta TABERNA scolpita sopra la porta, persiane di legno, mattoni a vista. Sono edifici, non semplici “ambientazioni” — il presepe acquista profondità tridimensionale e l’occhio del visitatore può percorrere il villaggio come se ci entrasse davvero.

Quattro scene complete in PVC infrangibile, firma Martino Landi: Salumeria, Forno a legna, Banco del Fruttivendolo, Taverna. Tutte modellate come pezzi unici con architetture integrate, figure umane in attività e dettagli dei prodotti, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

La Salumeria: salami, prosciutti, cacio

Il banco della conservazione del cibo

Il banco della salumeria è una struttura artigianale in legno a tre livelli — in alto i salami appesi a ganci, al centro i prosciutti stagionati e le caciotte, in basso una fila di forme di formaggio rotonde di colore giallo dorato. Sulla sinistra del banco lavora il salumiere con il suo cappello bianco e il grembiule, mentre una donna in abito verde a fantasia floreale, con il cestino al braccio, si avvicina per acquistare.

Iconograficamente la salumeria rappresenta nel presepe la conservazione del cibo — la capacità del villaggio di tenere riserve di alimenti pronti per l’inverno. Salame, prosciutto e formaggio sono prodotti della trasformazione: nascono dal lavoro paziente dell’uomo che, attraverso stagionatura ed essiccazione, trasforma carne e latte freschi in alimenti durevoli. È una scena dell’economia previdente, opposta alla freschezza immediata del banco della frutta — due modi diversi di custodire l’abbondanza della terra.

Il Forno a legna: il pane appena sfornato

L’edificio della filiera eucaristica

Il forno a legna è la scena simbolicamente più densa del set. È un edificio vero, riprodotto fedelmente: pareti in muratura bianca, tetto in tegole scure, bocca arcuata del forno sulla facciata da cui esce la lunga pala in mano alla fornaia. Sotto la bocca, la legna accatastata pronta per alimentare il fuoco. La fornaia indossa il grembiule bianco e sta sfornando — gesto colto nell’istante esatto, prima ancora che la pala arrivi al banco. Accanto, una contadina arriva portando sulla testa un vassoio di pagnotte appena cotte, in equilibrio perfetto come ancora oggi usano fare le donne nelle campagne del Sud Italia.

Sul piano simbolico il forno è la tappa centrale della filiera eucaristica: dall’aratore al seminatore, dal mugnaio al fornaio, dal pane all’Eucaristia. Il forno è il punto in cui il grano macinato diventa finalmente pane — la sostanza che nella Messa diventerà corpo di Cristo. Nella tradizione presepiale partenopea il forno è una delle architetture più cariche di significato teologico, perché contiene il momento esatto della trasformazione del nutrimento in sacramento.

Il Banco del Fruttivendolo: l’abbondanza esposta

Verdure, frutta, castagne, olive — il mercato all’aperto

Il banco del fruttivendolo di questo set è la versione espansa e scenografica della Scena Fruttivendolo singola: qui il banco è molto più ampio, ed è ambientato all’aperto sotto due alberi stilizzati. Sopra il banco una varietà ricchissima di prodotti — zucche arancioni, cavoli verdi, peperoni rossi, broccoli, insalate. Sotto, in tre cesti: castagne, olive, altri frutti di stagione. Due figure animano la scena: un commerciante in giacca rossa e calzoni azzurri (cittadino) che riceve una contadina in costume popolare (gonna a fantasia rossa) che porta un cesto pieno di prodotti freschi.

La varietà dei prodotti esposti racconta in piccolo il calendario agricolo: zucche e castagne (autunno), cavoli e broccoli (inverno), peperoni (estate), insalate (primavera). È come se il banco rappresentasse l’intero anno della terra in un singolo momento — l’abbondanza concentrata. È la scena che più di tutte richiama l’idea della terra benedetta, della Provvidenza divina che produce frutti in ogni stagione per nutrire l’umanità.

La Taverna: l’edificio dell’incontro

Con la scritta TABERNA, in latino

La Taverna è il quarto edificio del set, riconoscibile dalla scritta TABERNA incisa sopra l’arco della porta — termine latino che dà alla scena una sfumatura più atemporale, quasi romana, fuori dal solo Settecento partenopeo. Struttura in muratura bianca, tetto rosso, persiane di legno, base in pietra basolata. Davanti alla porta, l’oste con cappello bianco e grembiule si avvicina all’avventore seduto sullo sgabello con il boccale alzato. Tra loro, la botte di legno che fa da tavolo improvvisato.

Sul piano simbolico la Taverna porta la simbologia eucaristica del vino — già documentata per le altre scene di osteria della collezione — dentro una struttura architettonica completa. La presenza della scritta TABERNA in latino rafforza il legame con la tradizione cristiana antica: nelle taverne romane dell’epoca evangelica si beveva il vino che secoli dopo Cristo avrebbe trasformato nel proprio sangue. È quindi una scena che attraversa due millenni di iconografia, dal taverniere romano dell’antichità al vinaio settecentesco partenopeo.

Quattro luoghi, una topografia completa

Il sistema alimentare del villaggio in quattro scene

Il filo conduttore delle quattro scene è il cibo nelle sue diverse fasi del villaggio: la conservazione (Salumeria), la trasformazione (Forno), il commercio fresco (Fruttivendolo), il consumo conviviale (Taverna). Messe insieme, le quattro scene ricostruiscono l’intera topografia alimentare del villaggio settecentesco partenopeo: tutto il percorso del cibo dalla campagna alla tavola, dalla materia prima al gesto del bere insieme. È un piccolo trattato di antropologia partenopea condensato in quattro architetture, e proprio per questa coerenza narrativa il set funziona molto meglio nell’insieme che acquistando le scene singolarmente.

Dove posizionare le quattro scene nel presepe

Distribuirle per ricostruire il villaggio

Le quattro architetture vanno distribuite in modo da costruire il centro abitato del presepe — non concentrarle in un unico angolo, ma sparpagliarle lungo la strada principale del villaggio per dare la sensazione di un paese vero. Il Forno a legna e la Taverna sono i due edifici più imponenti e funzionano come “pilastri” architettonici — possono trovarsi ai due estremi della strada del villaggio. La Salumeria e il Banco del Fruttivendolo sono strutture aperte (banco artigianale e mercato all’aria aperta) e possono essere posizionate in mezzo, a formare il “cuore commerciale” del paese. Tutto attorno, le figure singole e le scene piccole della collezione costruiscono la vita ordinaria del villaggio.

Domande frequenti

In cosa si differenzia da altri set di scene della collezione?

Questo è il livello compositivo più alto della collezione Mini 6 SN. Le altre Scene (Castagnara, Musicanti, Osteria, Boscaioli) e i Gruppi (Uomo a Cavallo, Cammellieri, ecc.) raffigurano persone con accessori su una base scenografica. Questo set raffigura invece persone con accessori più architetture vere — il forno e la taverna sono edifici 3D completi, con pareti, tetto, porte, scritte. Il presepe acquista profondità tridimensionale che le altre scene non possono dare da sole.

Perché la scritta TABERNA è in latino?

È una scelta che dà alla scena una sfumatura atemporale e antichizzante. La taverna era un luogo presente già nel mondo romano dell’epoca evangelica — l’uso del latino richiama discretamente questa origine antica, e collega il vinaio settecentesco partenopeo al taverniere romano del tempo di Cristo. In più, “Taberna” è graficamente più suggestivo di “Taverna” e dà alla scenografia un tocco di prestigio classico.

Le architetture sono pezzi unici con le figure o separabili?

Ogni scena è un pezzo unico — le architetture, le figure umane, i banchi e gli oggetti sono modellati insieme nella stessa base. Questo garantisce coerenza compositiva nel tempo: il forno non si separa dalla fornaia, la taverna non si stacca dalle figure davanti, il banco resta intatto con il commerciante. È la stessa filosofia compositiva di tutta la collezione Mini 6 SN.

Conviene acquistare questo set o le scene singole della collezione?

Sono due cose diverse. Le scene singole della collezione raffigurano persone su base scenografica — sono ottime per arricchire il presepe di micro-narrazioni. Questo set è invece la scelta per chi vuole portare nel presepe vere strutture architettoniche: edifici 3D con pareti, tetto, scritte, dettagli costruttivi. Se il tuo presepe ha già una struttura di sughero o legno per fare da “scenografia di base”, probabilmente le scene singole sono sufficienti. Se invece vuoi che il villaggio si costruisca da sé attraverso i pezzi Landi, questo set è la scelta giusta.

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