





Set gruppi 5 soggetti in scatola Mini 6 Scala 1:32
Cinque gruppi compositi, tutti in movimento. Nessuna bottega, nessun mercato, nessun mestiere fermo: il filo comune di questo set è il viaggio. Donne con bambini sull'asino, cammellieri orientali, carretti carichi di legna, cavalli che portano viaggiatori, uomini che camminano con il proprio asino e cane. Il presepe partenopeo è prima di tutto una convergenza di viaggi verso un punto unico — e questi cinque gruppi sono il cuore narrativo di quella convergenza.
- Cinque gruppi a tema viaggio. Uomo a Cavallo, Uomo con Asino, Carretto con Asino, Cammellieri, Uomo con Bimbo
- Ogni gruppo è una micro-scena. Multiple figure umane, animali e oggetti modellati nel singolo pezzo
- Tecnica mista. Animali (cavalli, asini, cammelli, cane) dipinti a mano; figure umane in serigrafia
- Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
- Firma Martino Landi. Il livello compositivo più articolato della linea sul tema del viaggio
Consegna stimata in 1–2 giorni lavorativi
Il racconto
Il presepe come convergenza di viaggi
Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi
Se guardi un presepe partenopeo nel suo insieme, ti accorgi che quasi tutti stanno andando da qualche parte. I pastori scendono dai campi verso la capanna. I Re Magi attraversano il deserto seguendo la stella. La Sacra Famiglia stessa è in transito — è arrivata a Betlemme da Nazareth per il censimento, e poco dopo fuggirà in Egitto. Il presepe non è un luogo statico: è il punto di convergenza di una moltitudine di viaggi che, sotto la stessa stella, finiscono per incontrarsi davanti alla mangiatoia.
Cinque gruppi compositi a tema viaggio in PVC infrangibile, firma Martino Landi: Uomo a Cavallo, Uomo con Asino, Carretto con Asino, Cammellieri, Uomo con Bimbo. Ognuno una micro-scena di trasporto e movimento, modellata come pezzo unico con multiple figure e base scenografica, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.
Uomo con Bimbo: l’eco della Fuga in Egitto
Una donna, un bambino sull’asino, un bambino a piedi
La scena di una donna con velo che tiene per mano un bambino piccolo, mentre un altro bambino è in groppa all’asino, è una delle composizioni iconograficamente più dense del presepe. Richiama direttamente la Fuga in Egitto — l’episodio narrato nel Vangelo di Matteo (2,13-15) in cui Giuseppe, avvertito in sogno della Strage degli Innocenti ordinata da Erode, fugge con Maria e Gesù in Egitto per metterli in salvo. La rappresentazione tradizionale della Fuga vede Maria con il Bambino in braccio o in groppa all’asino, e Giuseppe che cammina accanto. Questa scena, nel codice della tradizione partenopea, è una citazione visiva di quel viaggio. Non è la Sacra Famiglia letterale — è una “famiglia in viaggio” qualunque del villaggio, ma che porta nel presepe l’eco silenziosa della fuga futura.
Cammellieri: il corteo orientale che si avvicina
Due figure in vesti arabe e il cammello carico
Il gruppo dei Cammellieri — due figure in vesti arabe bianche con un cammello carico di un drappo rosso scuro — è il riferimento esplicito al corteo orientale dei Re Magi. Nei presepi partenopei più ricchi, i Magi non viaggiavano da soli: erano accompagnati da un seguito vasto di servitori, schiavi, palafrenieri, visir, georgiane. I cammellieri sono i conduttori specializzati delle bestie da soma — gli uomini che facevano realmente funzionare la carovana, che si occupavano dei cammelli, li nutrivano, li sellavano, li facevano camminare per giorni nel deserto. Posizionati nel presepe in avvicinamento al villaggio, sono il segnale che la carovana dei Magi è ormai vicina alla Natività, anche se i Re stessi non sono ancora arrivati alla capanna.
Carretto con Asino: il lavoro che si muove
L’asino, il carretto carico di legna, la donna seduta
Il Carretto con Asino è il gruppo modellisticamente più complesso del set: un asino grigio, un carretto di legno chiaro con la grande ruota rossa, il carico di legna ben visibile nel cassone, e una donna seduta sul bordo del carretto con il fazzoletto rosso in testa. È la scena del lavoro che si sposta — non più la castagnara ferma al braciere, non più il maniscalco fermo all’incudine, ma una donna che sta facendo viaggiare il suo carico (probabilmente legna da vendere o da consegnare). Il carretto era nel Settecento partenopeo un mezzo di trasporto popolare per eccellenza, usato da contadini, artigiani, venditori ambulanti. La presenza di una donna alla guida è un dettaglio non scontato — segnala l’autonomia del lavoro femminile rurale, una nota antropologicamente interessante che il presepe partenopeo conserva.
Uomo a Cavallo: il viaggiatore con il bambino
Un uomo guida un cavallo dove siede un piccolo
La scena del giovane uomo con cappello che cammina conducendo un cavallo dove è seduto un bambino piccolo richiama un’altra dimensione del viaggio: quella generazionale, dell’adulto che accompagna il bambino. Nel codice della tradizione partenopea, il cavallo è anche una variante alternativa della cavalcatura dei Magi (nei mosaici antichi i Magi sono talvolta a cavallo invece che sui cammelli, ognuno con un destriero di colore diverso). Questa scena può quindi essere letta come una piccola “anticipazione” del corteo regale — un viaggiatore comune con un cavallo simile a quelli che porteranno i Magi.
Uomo con Asino: il pastore in cammino
L’asino carico di sacchi, il cane che accompagna
L’ultima scena è quella più “pastorale” — un uomo con cappello e gilet rosso che cammina accanto al proprio asino grigio carico di due grandi sacchi di juta, accompagnato da un piccolo cane. È l’immagine canonica del pastore o del piccolo commerciante itinerante che attraversava le campagne del Settecento partenopeo trasportando merci da un villaggio all’altro. Il cane, presenza affettiva e funzionale (proteggeva la merce e il padrone dai briganti), è uno dei dettagli più teneri del set. Questa scena è anche la più diretta nel rimando al tema generale del presepe: un uomo umile in cammino che si sta avvicinando, attraverso le campagne, al villaggio dove qualcosa di straordinario sta accadendo.
Cinque gruppi, un’unica idea narrativa
Tutti in cammino verso lo stesso punto
Il filo conduttore dei cinque gruppi è chiaro: il viaggio. Nessuna delle scene contiene un personaggio fermo, in posa, alla propria bottega. Tutti i protagonisti — la donna con i bambini, i cammellieri arabi, la donna sul carretto, il viaggiatore a cavallo, il pastore con l’asino — sono colti nel movimento di chi sta andando da qualche parte. Iconograficamente, è la rappresentazione visiva dell’idea centrale del presepe: la nascita di Cristo è un punto di convergenza, verso cui da diverse direzioni e con diversi mezzi si muove l’intera umanità. Nessuno arriva alla Natività “da fermo”: tutti sono in cammino.
Dove posizionare i cinque gruppi nel presepe
Lungo i sentieri di avvicinamento alla capanna
A differenza delle figure dei mestieri, che si posizionano ognuna nel proprio luogo del villaggio, le scene di viaggio vanno distribuite lungo i sentieri di avvicinamento alla capanna, in modo che il loro movimento racconti visivamente la convergenza verso la Natività. I Cammellieri vanno posizionati lontano dalla capanna, sul sentiero del deserto, in avvicinamento all’arrivo dei Magi. L’Uomo con Bimbo e L’Uomo con Asino stanno sui sentieri delle campagne, in transito tra villaggio e capanna. Il Carretto con Asino trova posto su una strada di passaggio del villaggio, dove i carri di lavoro si muovevano realmente. L’Uomo a Cavallo può essere posizionato all’arrivo del villaggio, come segnale del passaggio di un viaggiatore.
Domande frequenti
Nella collezione Mini 6 SN ci sono due nomenclature simili ma con sfumature diverse. Le “Scene” (come la Scena Castagnara o l’Osteria) raffigurano mestieri specifici colti nel loro luogo di lavoro. I “Gruppi” raffigurano invece composizioni più libere, spesso a tema viaggio o trasporto, dove più figure interagiscono in movimento. La differenza è soprattutto narrativa: le scene sono ferme, i gruppi sono in cammino.
Non letteralmente — la composizione raffigura una “famiglia in viaggio” qualunque del villaggio settecentesco partenopeo, non specificamente la Sacra Famiglia in fuga. Ma iconograficamente la scena (donna con velo, bambino sull’asino, bambino a piedi) è una citazione visiva chiara della Fuga in Egitto descritta nel Vangelo di Matteo. Posizionarla nel presepe significa quindi tenere presente l’eco di quel viaggio futuro.
No — i Cammellieri sono i conduttori specializzati dei cammelli, parte del seguito che accompagnava i Re Magi nella carovana orientale. Nei presepi partenopei più ricchi, il corteo dei Magi non era composto solo dai tre Re ma anche da un seguito vasto di servitori e specialisti. I Cammellieri si posizionano in avvicinamento al villaggio per segnalare che la carovana è ormai vicina, anche se i Re stessi sono ancora più lontani.
Il numero di pezzi non è il parametro giusto per confrontare. Il Set 24 Pastori contiene 24 figure singole di complessità modellistica relativamente uniforme. Questo Set Gruppi contiene 5 composizioni di complessità molto superiore — ognuna include multiple figure umane, animali grandi (cavallo, cammello, asini), oggetti complessi (il carretto con la ruota, i sacchi, il drappo del cammello) e basi scenografiche estese. Calcolando le figure totali presenti nelle 5 composizioni, il rapporto è coerente: circa 5 figure umane più 5-6 animali più gli oggetti, che vale modellisticamente quanto le 24 figure singole del Set Pastori.