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Scena Taverna Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

23.79

 

Un edificio in muratura bianca con tetto di tegole rosse e la scritta latina TABERNA sopra l’arco della porta. Davanti, l’oste con il grembiule porge la pietanza all’avventore seduto sullo sgabello con il boccale alzato; tra loro, la botte di legno fa da tavolo improvvisato. È l’architettura del luogo dove pane e vino — le due specie eucaristiche — si incontrano dentro un edificio, e dove la presenza del latino richiama discretamente il taverniere romano dell’epoca evangelica.

  • Edificio 3D completo. Taverna in muratura, tetto in tegole, scritta latina TABERNA, persiane, porta
  • Scena del servizio. Oste con piatto, avventore con boccale, botte come tavolo, sgabello
  • Misure: 17,6 × 4,9 × 11,1 cm. La scena più imponente della collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Firma Martino Landi, registrata presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
  • Disponibile anche nel Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani. Qui in versione singola
Specifiche prodotto
Peso019 kg
Dimensioni20 × 7 × 14 cm
Unità di vendita

Forme e Soggetti

Stile

Tipo di Pittura

Dipinto in serigrafia

Larghezza

Altezza

Profondità

Peso kg

Materiale

Proporzione

CONDIVIDI

Descrizione

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

L’edificio del vino, con il latino sopra la porta

Le scene di osteria della collezione Mini 6 SN raffigurano scambi tra figure umane su base scenografica. La Taverna fa qualcosa di diverso: porta nel presepe l’edificio stesso del luogo dove quegli scambi avvengono, una vera architettura in muratura con tetto in tegole, porta arcuata, persiane chiuse, e — sopra l’ingresso — una parola in latino: TABERNA. Quella scritta, apparentemente semplice, fa una cosa precisa nel codice della tradizione partenopea: collega il vinaio settecentesco napoletano al taverniere romano dell’epoca evangelica, attraversando duemila anni di simbologia eucaristica.

Una scena premium con architettura completa in PVC infrangibile, firma Martino Landi: edificio della Taverna con scritta latina, oste in piedi con piatto, avventore seduto sullo sgabello con boccale, botte di legno come tavolo, base in pietra basolata. Tutto modellato come pezzo unico nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

La scritta TABERNA: latino che attraversa duemila anni

Un dettaglio iconografico densissimo

La taberna nel mondo romano era il locale pubblico dove si vendeva vino, cibo, talvolta anche pernottamento. A Pompei sono state riportate alla luce decine di taverne, riconoscibili dai banconi di mescita con le anfore incassate, dalle insegne dipinte, dalle scritte che ancora oggi si leggono sui muri. Il termine sopravvive nelle lingue moderne — italiano “taverna”, spagnolo “taberna”, francese “taverne”, inglese “tavern” — proprio perché l’istituzione del locale di mescita si è conservata pressoché identica per duemila anni.

Posizionare la scritta TABERNA in latino sopra la porta dell’edificio è una scelta iconografica sofisticata della tradizione presepiale partenopea. Non è un vezzo decorativo: è una dichiarazione di continuità storica. Il vino servito in questa taverna è lo stesso vino che si beveva nelle taverne romane dell’epoca evangelica, lo stesso che secondo i Vangeli Cristo trasformò nel proprio sangue nell’Ultima Cena. La latinità della scritta colloca quindi la scena fuori dal tempo, in un’atemporalità classica che dialoga direttamente con la Natività.

L’edificio: pareti, tetto, persiane, porta

Architettura settecentesca partenopea in miniatura

La Taverna è riprodotta come un edificio architettonicamente completo, con tutti gli elementi funzionali di una struttura abitativa settecentesca. Pareti in muratura bianca con mattoni a vista che danno la patina dell’edificio invecchiato dal tempo. Tetto in tegole rosse di terracotta, disposte secondo la tecnica tradizionale a coppi e canali del Mezzogiorno italiano. Porta arcuata al centro della facciata, in legno scuro, con la scritta TABERNA incisa nell’arco superiore. Persiane in legno ai lati della porta, chiuse — perché l’interno della taverna era buio anche di giorno, illuminato solo da poche fonti di luce per conservare il vino al fresco. Base in pietra basolata, la pavimentazione settecentesca napoletana ancora oggi riconoscibile nei vicoli del centro storico.

Pane e vino: le due specie dell’Eucaristia

L’oste serve la pietanza, l’avventore alza il boccale

Davanti alla porta della Taverna si svolge la scena del servizio. L’oste — cappello bianco, grembiule, giacca grigia — porge il piatto della pietanza all’avventore seduto sullo sgabello, che ha già il boccale alzato nella mano destra in attesa o in brindisi. È un momento colto nell’istante esatto: un secondo dopo, il piatto sarà sulla botte, e i due si saranno seduti a tavola insieme.

La scena contiene insieme entrambe le specie eucaristiche. Il vino — nel boccale dell’avventore e nella botte tra i due personaggi. Il pane — nella pietanza che l’oste sta servendo, qualunque sia la forma esatta del piatto. La compresenza di pane e vino nella stessa scena, sotto l’edificio con la scritta TABERNA in latino, è uno dei dettagli più sofisticati del presepe napoletano: il sacramento eucaristico mostrato in piccolo, in versione popolare e quotidiana, dentro un’architettura che dialoga con duemila anni di storia cristiana.

La botte come tavolo improvvisato

Tre simbologie in un singolo oggetto

Tra l’oste e l’avventore c’è la botte di legno scuro con i cerchi metallici e le doghe verticali. È usata come tavolo improvvisato — pratica tipica delle taverne più popolari della Napoli del Settecento, dove l’arredo seguiva la disponibilità e il vino veniva mescato direttamente dalla botte, che restava in mezzo agli avventori. Iconograficamente la botte porta nella scena tre simbologie sovrapposte: è contenitore di vino (sangue di Cristo nella simbologia eucaristica), è arredo della taverna (sacro nascosto nel profano), ed è anche superficie di condivisione (il tavolo attorno a cui si fa comunità).

La scena più imponente della collezione Mini 6 SN

Dimensioni e ruolo nel presepe

Le dimensioni di questa scena (17,6 cm di lunghezza, 11,1 cm di altezza) la rendono la composizione più imponente della collezione Mini 6 SN. L’altezza è quasi il doppio della maggior parte delle altre scene, perché l’edificio della Taverna si sviluppa in verticale come una vera architettura — pareti, tetto, comignolo richiedono spazio sopra la base. Va quindi tenuto presente nello spazio del presepe: la Taverna non è una scena da “incassare” in un angolo, è un edificio focale che richiede uno spazio dedicato. Nella tradizione presepiale partenopea, la Taverna è una delle architetture più visibili del villaggio, e funziona molto bene come elemento di richiamo dell’occhio in un’area del presepe.

Le tre scene di osteria della collezione Mini 6 SN

Tre livelli compositivi diversi dello stesso luogo

La collezione Mini 6 SN propone tre scene diverse dell’osteria, che possono coesistere nello stesso presepe per raccontare il luogo nelle sue diverse dimensioni. La Scena Osteria “a tavola” raffigura due avventori (un uomo e una donna) seduti al tavolo, in un momento di convivialità ferma — è il pasto già in corso. La Scena Oste e Avventore raffigura il momento del servizio all’aperto: l’oste che porta la pietanza, l’avventore che brinda. Questa Taverna ripete la scena del servizio ma la inserisce dentro l’edificio architettonico completo, con la scritta latina TABERNA. È la versione più elaborata e simbolicamente densa delle tre.

Scena singola o set completo

Versione individuale o all’interno del Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani

La Scena Taverna è disponibile sia in versione singola — questo prodotto — sia come parte del Set 4 Gruppi Soggetti Napoletani, che la include insieme alla Scena Macellaio, alla Scena Fruttivendolo “premium” e al Forno a legna. La scelta dipende dall’approccio: la versione singola è la soluzione per chi vuole solo questa scena specifica nel proprio presepe, magari come edificio focale di un’area dedicata alla vita conviviale. Il set completo è invece la scelta per chi vuole portare nel presepe l’intera topografia alimentare del villaggio — la filiera del cibo nelle sue quattro fasi (conservazione, trasformazione, commercio fresco, consumo conviviale).

Dove posizionare la scena nel presepe

Sulla strada principale del villaggio, come edificio di richiamo

La Taverna è uno degli edifici più visibili del villaggio presepiale, e va posizionata di conseguenza: lungo la strada principale, in un punto di richiamo, con uno spazio davanti che permetta di “vedere” la scena del servizio sotto la facciata. Iconograficamente è bello accoppiarla con altre figure della collezione che possano “convergere” verso la taverna — viandanti con il loro asino, musicanti, pastori in cammino — in modo che l’edificio diventi un punto di sosta naturale lungo la via. La presenza della scritta TABERNA aggiunge un valore visivo distintivo: il latino sopra la porta è un dettaglio che attira lo sguardo e che fa della Taverna uno degli edifici “parlanti” del presepe.

Domande frequenti

Perché la scritta TABERNA è in latino?

È una scelta iconografica precisa della tradizione presepiale partenopea. La taverna era un’istituzione presente già nel mondo romano dell’epoca evangelica — a Pompei sono state riportate alla luce decine di taverne, con scritte latine ancora leggibili sui muri. Il latino sulla porta non è un vezzo decorativo ma una dichiarazione di continuità storica: il vino servito qui è lo stesso vino che si beveva nelle taverne romane dell’epoca di Cristo, lo stesso che secondo i Vangeli fu trasformato nel sangue dell’Ultima Cena.

In cosa si differenzia dalle altre Scene Osteria della collezione?

La collezione Mini 6 SN ha tre diverse scene dell’osteria. La Scena Osteria “a tavola” mostra due avventori seduti al tavolo in convivialità ferma. La Scena Oste e Avventore mostra il momento del servizio all’aperto, senza architettura. Questa Taverna ripete la scena del servizio ma la inserisce dentro un edificio 3D completo, con pareti, tetto, scritta latina TABERNA. È la versione più elaborata e simbolicamente densa delle tre.

Cosa rappresentano insieme la botte, il boccale e il piatto?

Sono le due specie dell’Eucaristia presenti nella stessa scena. Il vino (nel boccale dell’avventore e nella botte tra i personaggi) e il pane (nella pietanza che l’oste sta servendo) sono i due elementi consacrati nella Messa cattolica come sangue e corpo di Cristo. La compresenza di pane e vino, sotto un edificio con la scritta TABERNA in latino, è uno dei dettagli più sofisticati del presepe napoletano: il sacramento eucaristico mostrato in piccolo, in versione popolare, dentro un’architettura che dialoga con duemila anni di storia cristiana.

Quali sono le misure precise della scena?

La scena misura 17,6 cm in lunghezza, 4,9 cm in larghezza e 11,1 cm in altezza. È la composizione più imponente della collezione Mini 6 SN: l’altezza di 11,1 cm è quasi il doppio della maggior parte delle altre scene perché l’edificio della Taverna si sviluppa in verticale come una vera architettura. Va quindi tenuto presente nello spazio del presepe: non è una scena da incassare in un angolo, è un edificio focale che richiede uno spazio dedicato.

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