Set Re Magi Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
€7.99
Tre uomini, tre età , tre continenti, tre doni. Gaspare, Melchiorre e Baldassarre — i sovrani d’Oriente che secondo la tradizione iconografica rappresentano le tre stagioni della vita e i tre angoli del mondo conosciuto, portando i tre doni che annunciano la duplice natura di Cristo: re, Dio e mortale. Nella scala 1:32, i turbanti, i mantelli e i cofanetti dei doni tornano finalmente leggibili.
- Tre figure separate. Gaspare il giovane, Melchiorre l’adulto, Baldassarre l’anziano
- I tre doni. Oro per la regalità , incenso per la divinità , mirra per la mortalitÃ
- Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
- PVC infrangibile, dipinto in serigrafia. Vesti orientaleggianti e drappeggi del Settecento partenopeo
- Firma Martino Landi. Modellati dallo scultore dell’Accademia di Belle Arti
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| Tipo di Pittura | Dipinto in serigrafia |
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Descrizione
Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi
Tre uomini, tre età , tre continenti, tre doni
Il Vangelo non dice quanti fossero. Non dice che fossero re. Non dice nemmeno che si chiamassero Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Tutta l’iconografia dei Re Magi che oggi diamo per scontata è frutto della tradizione cristiana medievale, che ha fissato il numero in tre — uno per ogni dono offerto — e ha attribuito ai tre sapienti i nomi, le età , le origini geografiche e i ruoli simbolici che ne hanno fatto una delle scene più riconoscibili dell’arte cristiana.
Gaspare, Melchiorre e Baldassarre in PVC infrangibile, dipinti in serigrafia, stile napoletano, firma Martino Landi: la versione a piedi del corteo dei Magi, da posizionare all’arrivo all’Epifania o in viaggio sul sentiero del presepe.
Le tre età della vita
Giovane, adulto, anziano
Nella tradizione iconografica fissata nel Medioevo, Gaspare è il giovane (raffigurato glabro o con barba appena accennata), Melchiorre è l’adulto nella piena maturità (barba folta, fisico vigoroso), Baldassarre è l’anziano (barba bianca, postura più contemplativa). Questa scelta non è arbitraria: rappresenta l’idea che il riconoscimento di Cristo non è limitato a un’età della vita ma riguarda l’intera esistenza umana, dalla giovinezza alla vecchiaia. Le tre età stanno insieme inginocchiate davanti al Bambino, mostrando che ogni stagione della vita può arrivare alla stessa verità .
I tre continenti del mondo conosciuto
Europa, Asia, Africa
A partire dal Medioevo, la tradizione iconografica ha assegnato ai tre Magi anche tre origini geografiche distinte, una per ogni continente del mondo allora conosciuto: Gaspare rappresenta l’Asia, Melchiorre l’Europa, Baldassarre l’Africa — spesso quest’ultimo raffigurato con la pelle scura, in particolare a partire dal XIV secolo. Il messaggio teologico è esplicito: il riconoscimento di Cristo non è limitato a un popolo, ma raggiunge tutti i popoli della terra, in un’idea di universalità che era rivoluzionaria per l’epoca medievale e che il presepe napoletano ha conservato fedelmente.
I tre doni e la natura di Cristo
Oro, incenso, mirra
Il dettaglio teologicamente più denso dell’episodio dei Magi sta nei tre doni che portano, ognuno dei quali rivela una parte della natura di Cristo. L’oro è il dono riservato ai re — riconosce Gesù come il “Re dei Re”, in continuità con la regalità davidica e in opposizione alla regalità terrena di Erode. L’incenso è la sostanza che si brucia nei templi durante i sacrifici religiosi — riconosce Gesù come Dio, in quanto figlio del Padre. La mirra è la spezia utilizzata nell’imbalsamazione dei defunti — riconosce Gesù come uomo mortale, prefigurando già nella culla la sua passione e la sua morte.
I tre doni insieme raccontano quindi la doppia natura — umana e divina — di Cristo, e contengono già nella scena della Natività l’annuncio della Passione futura. È uno dei dettagli più sofisticati della teologia del presepe, e nella scala 1:32 i piccoli cofanetti che i Magi portano in mano tornano a essere visibili e identificabili.
Re Magi a piedi o sui cammelli?
Due rappresentazioni iconografiche diverse
La tradizione presepiale prevede due rappresentazioni alternative dei Magi: a piedi (come in questo set) o sui cammelli. La versione a piedi raffigura il momento dell’arrivo davanti alla capanna: i Magi sono scesi di cavalcatura, hanno deposto i mantelli da viaggio, si sono inginocchiati o si avvicinano in piedi al Bambino per offrire i doni. La versione sui cammelli raffigura invece il corteo in viaggio: i Magi ancora in groppa alle cavalcature, in fila uno dietro l’altro, seguendo la stella. I due set possono coesistere nel presepe più ampio per raccontare le due fasi distinte dell’episodio.
Quando posizionare i Re Magi nel presepe
Dal 25 dicembre al 6 gennaio
Secondo la tradizione classica, i Re Magi non si posizionano alla Natività insieme alle altre figure il giorno dell’allestimento. Si mettono lontano, all’estremità del presepe, e si avvicinano un poco ogni giorno tra il 25 dicembre e il 6 gennaio — l’Epifania — quando finalmente arrivano davanti al Bambino. È una delle poche tradizioni presepiali che si gioca nel tempo, ed è il motivo per cui in molte famiglie il presepe non si smonta fino al 6 gennaio: serve a “vedere arrivare” il corteo.
Lo stile napoletano nei costumi orientaleggianti
L’Oriente immaginato dal Settecento partenopeo
I costumi dei Re Magi sono un punto di particolare ricchezza visiva della tradizione napoletana. Turbanti dorati, mantelli decorati con motivi vegetali e geometrici, calzature appuntite, accessori preziosi — non è l’Oriente reale del primo secolo ma l’Oriente immaginato e idealizzato dalla cultura partenopea del Settecento, che assorbe influenze ottomane, persiane, indiane e africane in un’unica iconografia di lusso orientaleggiante. Nella scala 1:32 questi dettagli decorativi — riprodotti in serigrafia di alta precisione — sono finalmente leggibili.
Domande frequenti
I Re Magi erano davvero in tre?
Il Vangelo di Matteo, l’unico che parla dei Magi, non specifica il loro numero. La tradizione li ha fissati in tre a partire dal numero dei doni offerti (oro, incenso, mirra), e a partire dal Medioevo sono stati attribuiti loro anche i nomi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Sono quindi figure storicamente plausibili (sapienti orientali, probabilmente astrologi/sacerdoti zoroastriani della Persia) ma il loro numero, i nomi, le età , le origini geografiche sono tutti contributi della tradizione iconografica.
Cosa significano i tre doni di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre?
L’oro riconosce Gesù come Re; l’incenso, sostanza dei sacrifici religiosi, lo riconosce come Dio; la mirra, spezia dell’imbalsamazione, lo riconosce come uomo mortale e prefigura la sua passione futura. Insieme, i tre doni raccontano la doppia natura — umana e divina — di Cristo, e contengono già nella scena della Natività l’annuncio della morte e della resurrezione.
Posso aggiungere i cammelli a questo set?
Sì, sul sito è disponibile anche il Set 3 Cammelli Mini 6 SN nella stessa scala 1:32. I due set possono essere combinati per costruire la scena completa del corteo orientale, oppure per rappresentare i due momenti diversi del viaggio (i Magi in cammino sui cammelli, e poi a piedi davanti alla capanna).
Va bene anche per un presepe in stile arabo?
Le figure dei Magi in stile napoletano sono già ampiamente orientaleggianti nei costumi, quindi si integrano bene anche in presepi a impostazione araba o desertica, dove l’esotismo del corteo è coerente con l’ambientazione generale. Se vuoi però un presepe interamente in stile arabo è disponibile anche la versione Mini 6 ARA della collezione.





