Set 3 Carretti trainati da Mucche Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
Set 3 Carretti trainati da Mucche Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
Set 3 Carretti trainati da Mucche Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
Set 3 Carretti trainati da Mucche Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32
Statue Presepe Landi

Set 3 Carretti trainati da Mucche Mini 6 Napoletano per Presepi in Scala 1:32

 

Tre carretti, tre mucche bianche, tre carichi diversi. La grande balla di fieno per il bestiame. I maiali rosa diretti al mercato. La botte di vino dalla cantina al villaggio. Insieme i tre carretti raccontano la filiera completa del trasporto contadino settecentesco partenopeo: dal sostentamento degli animali, all'allevamento, alla produzione vinicola.

  • Tre carretti distinti. Carretto con balla di fieno, Carretto con maiali, Carretto con botte di vino
  • Tre mucche bianche da tiro. Riconducibili alla razza podolica autoctona del Sud Italia
  • Carretti in legno con sponde e ruota rossa. Artigianato carraio settecentesco partenopeo
  • Altezza 6 cm — scala 1:32. Coerente con tutta la collezione Mini 6 SN
  • PVC infrangibile, dipinto a mano. Firma Martino Landi
44.99
Quantità

Consegna stimata in 1–2 giorni lavorativi

Sei un rivenditore? Condizioni e listino riservati nell’area rivenditori

Il racconto

Il lavoro della terra che si sposta

Statuine Presepe 6 cm · Scala 1:32 · Stile Napoletano · Firma Martino Landi

Nel villaggio settecentesco partenopeo la mucca non era solo un animale da latte. Era anche un animale da tiro. Quando serviva spostare carichi pesanti su brevi distanze rurali, la mucca da soma sostituiva il cavallo. Inoltre, era più lenta ma più affidabile su terreni difficili come sentieri di campagna e tratturi.

Tre composizioni complete in PVC infrangibile, firma Martino Landi. Ogni carretto è modellato come pezzo unico, con la mucca, il carro in legno e il carico specifico, nella scala 1:32 della collezione Mini 6 SN.

Il Carretto del fieno

Il sostentamento del bestiame

Il primo carretto trasporta una grande balla di fieno. È modellato con paglia minuziosa, ammassata in cupola sopra il piano del carro. Il fieno era il principale sostentamento del bestiame durante l’inverno, quando l’erba fresca dei pascoli non era disponibile. Iconograficamente, dunque, questo carretto richiama la stagione fredda — i mesi in cui la riserva di fieno è la sopravvivenza degli animali. Inoltre, il fieno richiama discretamente la mangiatoia di Betlemme, dove Gesù viene deposto appena nato. È il fieno della Natività, qui colto nel momento del trasporto.

Il Carretto dei maiali

Verso il mercato e la macellazione invernale

Il secondo carretto ha sponde alte di legno a stecche, costruite apposta per contenere animali vivi. Sopra il carro, due maiali rosa adulti modellati con cura. È la scena del trasporto del bestiame verso il mercato o verso la macellazione. Nelle campagne meridionali del Settecento i maiali venivano trasportati così, in carretti con sponde, dalle fattorie alle strade del villaggio.

Iconograficamente, questo carretto si collega direttamente alla Scena Macellaio della collezione. Infatti la macellazione del maiale era tradizionalmente associata a gennaio. I maiali del carretto sono il passaggio intermedio: dalla porcilaia della fattoria al banco della macelleria. Inoltre, completano la filiera della carne conservata insieme alla salumeria e all’allevamento.

Il Carretto della botte

Il vino dalla cantina al villaggio

Il terzo carretto trasporta una grande botte in legno scuro con cerchi metallici. La botte è posata di traverso sul piano del carro, fissata tra le sponde laterali. Iconograficamente, dunque, questo carretto chiude la filiera vinicola partenopea. Il vino della cantina viene trasportato verso la taverna del villaggio, o dal vigneto verso la cantina di affinamento. Inoltre, la botte porta con sé tutta la simbologia eucaristica già documentata nelle scene dell’osteria: il vino come sangue di Cristo, l’Eucaristia che attraversa la quotidianità del villaggio anche nel suo momento di trasporto.

La mucca podolica del Sud Italia

Una razza autoctona del Mezzogiorno

Le tre mucche dei carretti sono tutte bianche, dalla stessa tipologia. Sono riconducibili alla razza podolica, la mucca autoctona del Sud Italia. La podolica è una razza antichissima, originaria delle steppe ucraine, arrivata nel Mezzogiorno italiano probabilmente nell’alto Medioevo attraverso le invasioni longobarde.

Era usata per due funzioni: la produzione di latte (da cui derivano formaggi famosi come il Caciocavallo Podolico) e il lavoro da tiro nei campi e sui tratturi. Ancora oggi la podolica è presente in Basilicata, Puglia, Campania, Molise e Calabria, dove pascola allo stato semibrado. Inoltre, la sua presenza nel presepe partenopeo è geograficamente coerente: è la mucca del territorio.

La simbologia del bue/mucca nel presepe

Eco del bue della Natività

Il bue della Natività è una delle figure più simboliche dell’iconografia cristiana. Il profeta Isaia (1,3) scrive che “il bue conosce il suo proprietario, l’asino la greppia del suo padrone”. Inoltre, i Vangeli apocrifi (Pseudo-Matteo, VIII secolo) collocano bue e asino accanto alla mangiatoia di Gesù. Le mucche dei carretti sono parenti zoologiche del bue della Natività. Dunque ogni volta che nel presepe compare un bovino, anche solo come animale da tiro, si crea un piccolo eco discreto della grotta della Natività.

Il carro a ruota piena

Un’antichità tecnologica nel presepe partenopeo

I tre carretti hanno una caratteristica condivisa: la ruota piena di legno, dipinta in rosso. Non hanno razze (raggi) come i carretti urbani. La ruota piena è una soluzione tecnologica antica e robusta. È più pesante della ruota a razze, ma molto più resistente su terreni accidentati. Era infatti la ruota tipica dei carri agricoli del Sud Italia, dove i tratturi e i sentieri di campagna erano spesso impervi. Inoltre, il rosso vivo della ruota è il colore tradizionale dell’artigianato carraio meridionale, che si pensava portasse fortuna al carico.

Dove posizionare i tre carretti nel presepe

Distribuirli sui sentieri rurali

I tre carretti vanno posizionati sui sentieri di campagna del presepe, non sulle strade lastricate del villaggio. Le mucche da tiro sono animali del lavoro rurale, non del transito urbano. Funziona molto bene distribuirli in direzioni diverse, in modo da popolare la periferia agricola del presepe. Il Carretto del fieno può andare verso una stalla. Il Carretto dei maiali diretto al mercato o al macellaio. Il Carretto della botte in direzione della taverna o della cantina. Inoltre, le tre composizioni creano un senso di movimento centrifugo che porta l’occhio fuori dal centro del presepe.

Domande frequenti

Le mucche da tiro erano usate nelle campagne del Sud Italia per il trasporto rurale. Erano più lente del cavallo ma più affidabili su terreni difficili come sentieri di campagna e tratturi. Inoltre, le mucche bianche di queste composizioni sono riconducibili alla razza podolica autoctona del Mezzogiorno italiano, geograficamente coerente con un presepe partenopeo.

I tre carretti raccontano la filiera completa del trasporto contadino settecentesco partenopeo. Il fieno è il sostentamento del bestiame. I maiali sono l’allevamento destinato alla macellazione invernale. La botte è la produzione vinicola. Insieme coprono i bisogni primari del villaggio rurale: nutrire gli animali, produrre carne, produrre vino.

Il fieno è il principale sostentamento del bestiame durante l’inverno. Iconograficamente, però, richiama anche la mangiatoia di Betlemme, dove Gesù viene deposto appena nato. Il fieno trasportato dal carretto è una piccola eco di quella scena fondante: la materia prima che riempirà la mangiatoia della Natività.

La ruota piena di legno era la soluzione tecnologica tipica dei carri agricoli del Sud Italia. È più pesante della ruota a razze, ma molto più resistente su terreni accidentati come tratturi e sentieri di campagna. Il rosso vivo della ruota è inoltre il colore tradizionale dell’artigianato carraio meridionale, che si pensava portasse fortuna al carico.